Rogo Tipografia Campo di Alcamo: la Cassazione conferma la condanna per l’imprenditore

Diventa definitiva la condanna nei confronti di Cristian Campo, uno dei titolari della Tipografia Campo di Alcamo, azienda siciliana all’avanguardia nel settore delle etichette. Si chiude così la lunga battaglia giudiziaria legata al devastante incendio scoppiato il 13 maggio 2020.
La sentenza della Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’imprenditore, confermando la sentenza d’appello: un anno di reclusione (pena sospesa) con la concessione delle attenuanti generiche. Secondo i giudici, Campo avrebbe accumulato materiale infiammabile in condizioni non idonee, favorendo in modo decisivo la propagazione del rogo.
La dinamica del disastro
L’incendio ebbe origine dalle sterpaglie di un terreno incolto limitrofo, ma si propagò rapidamente a causa del forte vento di scirocco e della presenza di:
- Scarti di lavorazione (carta e materiali plastici);
- Rifiuti industriali ammassati nell’area attigua;
- Fusti e bidoni contenenti reflui di lavorazione.
Il bilancio dei danni
Il bilancio del rogo fu pesante: le fiamme distrussero 15 veicoli, tra auto e mezzi aziendali, parcheggiati nei pressi dello stabilimento. La maggior parte dei mezzi apparteneva ai dipendenti della “Campo Etichette srl”.
Già quattro anni fa, il GUP del Tribunale di Trapani — basandosi sulle perizie dei Vigili del Fuoco — aveva individuato una chiara negligenza nella gestione dei materiali. In primo grado la pena era stata di due anni, poi ridotta in appello. È stata inoltre confermata una provvisionale di mille euro per ciascuna automobile distrutta.