Riserva naturale Bosco d’Alcamo, un monitoraggio civico svela le falle della gestione (VIDEO)

di Redazione Alpa Uno ·

Riserva naturale Bosco d’Alcamo, un monitoraggio civico svela le falle della gestione (VIDEO)

Bagni pubblici chiusi, punti acqua inutilizzabili, un giardino botanico mai decollato, la Casa del Boscaiolo ancora abbandonata e alberi bruciati mai rimossi. È un elenco di criticità che riaccende i riflettori sulla gestione della Riserva Naturale Bosco d’Alcamo quello emerso dal monitoraggio civico promosso dalla rete Funtanazza Bene Comune, che punta l’attenzione su un progetto da oltre 380 mila euro finanziato con fondi europei. Il sopralluogo è stato effettuato il 29 giugno, a pochi giorni dal 42° anniversario dell’istituzione della Riserva, per verificare lo stato degli interventi realizzati dal Comune di Alcamo in collaborazione con l’ex Provincia. Tra le principali criticità figurano i servizi igienici dell’area picnic, ancora chiusi, e i punti acqua accanto alle aree barbecue, previsti dal progetto ma non funzionanti. Ancora inutilizzabile anche la Casa del Boscaiolo, nonostante gli interventi di recupero, mentre all’interno sarebbero presenti rifiuti. Particolarmente contestata la situazione del nuovo Giardino Botanico. Il progetto prevedeva la piantumazione di 300 alberi appartenenti a dieci specie tipiche della Riserva, ma durante il monitoraggio i cittadini riferiscono di avere trovato soltanto sterpaglie, erba alta e poche piantine ormai secche ancora nei vasi. Secondo la rete civica, inoltre, la presenza di 300 alberi sarebbe difficilmente compatibile con l’area disponibile. Nessuna traccia dei cestini in legno previsti dal progetto. Le segnalazioni riguardano anche la sicurezza. Nell’area dell’ex Parco Avventura sarebbero ancora presenti alberi avvolti dai vecchi cavi d’acciaio delle installazioni dismesse, mentre sul versante sud del Monte Bonifato rimarrebbero numerosi alberi bruciati dagli incendi degli anni scorsi, nonostante il progetto ne prevedesse il taglio e la rimozione. Alcune opere avrebbero persino limitato la fruizione della Riserva: alla Funtanazza una doppia staccionata impedirebbe infatti la lettura della cartellonistica storico-archeologica installata per valorizzare il sito. Resta infine aperto il tema della manutenzione futura: assente del piano di gestione delle opere realizzate. Per questo la rete civica ha convocato un’assemblea pubblica per il prossimo 25 Luglio, invitando le istituzioni a partecipare.

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