Riconoscimento internazionale alla ricercatrice alcamese Stefania D’Angelo

C’è l’alcamese Stefania D’Angelo, tra le protagoniste internazionali del progetto “2026 Women Changemakers”, l’iniziativa che celebra le donne impegnate nella difesa delle zone umide nel mondo. Direttrice e ricercatrice della riserva WWF Laghi di Preola e Gorghi Tondi, D’Angelo è l’unica italiana selezionata per il suo lavoro nella tutela della biodiversità e, in particolare, per l’impegno nella salvaguardia della testuggine palustre siciliana, specie simbolo dell’oasi. Un riconoscimento che arriva al termine di un percorso iniziato molti anni fa, quando la giovane biologa partecipò ai corsi di formazione sulle zone umide organizzati dal WWF internazionale in Marocco, nella riserva di Merja Zerga. Un’esperienza che segnò l’inizio di un viaggio scientifico e umano proseguito poi nelle grandi aree umide europee, come Doñana in Spagna e la Camargue in Francia, dove nacque la sua passione per la tartaruga di palude.
Tornata in Sicilia, D’Angelo si è promessa di fare tutto il possibile per salvaguardare la popolazione di testuggini presenti nella riserva di Preola e Gorghi Tondi, allora minacciata da condizioni ambientali critiche e a rischio estinzione. Da quel momento ricerca scientifica e gestione del territorio sono diventate due facce della stessa missione. Nei primi anni di direzione dell’area protetta, D’Angelo ha dovuto conquistare la fiducia degli agricoltori locali. «All’inizio non mi davano neanche la parola», ricorda. Con pazienza e dialogo, è riuscita a costruire un rapporto di collaborazione con la comunità, coinvolgendo i proprietari terrieri nella tutela dell’oasi e acquistando terreni destinati alla rinaturalizzazione. Un esempio concreto di quella filosofia che lei stessa definisce “dare per ottenere”: investire tempo, ascolto e fiducia nelle persone per proteggere il territorio. Un modello che oggi è diventato uno dei punti di forza della gestione della riserva. Il riconoscimento internazionale come Women Changemaker 2026 non premia soltanto una carriera scientifica, ma anche un metodo: quello che mette insieme ricerca, tutela ambientale e partecipazione delle comunità locali.