Renato Curcio al processo Rostagno
Renato Curcio depone al processo Rostagno il fondatore delle Br in aula a Trapani , Curcio è citato dalla difesa del presunto killer Vito Mazzara: aveva dichiarato che a uccidere Rostagno non sarebbe stata la mafia e che "le ragioni erano inconfessabili, impossibili da raccontare".
Con la presenza nell'aula bunker della Corte d'Assise di Trapani del settantunenne fondatore delle Brigate Rosse, Renato Curcio, si è aperta la trentasettesima udienza del processo, iniziato nel 2011, per l'omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno, ucciso lo scorso 26 settembre 1988, in contrada Lenzi, a Valderice. Nei confronti di Curcio, coinquilino di Rostagno negli anni universitari di Trento, la Corte aveva disposto l'accompagnamento coatto dal momento che l'ex terrorista, citato a testimoniare, non si era presentato alle precedenti udienze senza una valida giustificazione, inviando un fax ai difensori di Mazzara, Vito e Salvatore Galluffo, dicendo di non avere nulla da dichiarare, e che venire in Sicilia per deporre al processo per l’ omicidio di Mauro Rostagno è un’inutile perdita di tempo e di denaro. Imputati sono il capomafia Vincenzo Virga, ritenuto il mandante e collegato in videoconferenza dal carcere di Parma dov'è detenuto, e Vito Mazzara, accusato di essere uno dei killer, presente in aula.