Randagismo, cambiano le regole: affidi più semplici e controlli più rigidi

Nuove regole per affrontare il fenomeno del randagismo in Sicilia. La Regione compie un ulteriore passo nell’attuazione della legge di settore con uno schema di decreto che disciplina in modo organico tutte le fasi della gestione dei cani randagi, dal recupero all’affido, fino all’adozione e, nei casi previsti, alla reimmissione sul territorio. Il provvedimento, predisposto dall’Assessorato regionale della Salute, è stato trasmesso all’Assemblea regionale siciliana per il parere obbligatorio della VI Commissione. L’obiettivo è uniformare le procedure in tutta l’Isola, superando le difformità applicative tra i vari territori e rafforzando il sistema di tutela degli animali attraverso regole chiare per Comuni, Aziende sanitarie, associazioni e tutti gli enti coinvolti nella gestione del fenomeno. Tra le novità più significative c’è la ridefinizione dell’affido, che assume carattere temporaneo ma si trasformerà automaticamente in adozione dopo novanta giorni, se non emergeranno impedimenti. Una misura pensata per semplificare gli iter amministrativi, favorire le adozioni e ridurre la permanenza dei cani nei rifugi. Contestualmente è previsto l’aggiornamento costante delle banche dati dell’anagrafe canina per garantire una gestione più efficiente e tracciabile. Più stringenti anche le regole per la reimmissione dei cani sul territorio. Il decreto stabilisce che potrà avvenire esclusivamente dopo una specifica valutazione sanitaria basata su criteri scientifici, oggettivi e verificabili, nel rispetto del principio di valutazione del rischio e delle condizioni di sicurezza per animali e cittadini. Il decreto introduce inoltre un sistema coordinato di competenze che coinvolgerà Comuni, Asp, Città metropolitane, Liberi consorzi comunali, Corpo Forestale della Regione Siciliana, Garante regionale dei diritti degli animali e associazioni animaliste. L’intento è rafforzare la collaborazione tra istituzioni, migliorando il coordinamento delle attività di prevenzione e gestione del randagismo. Un altro tassello riguarda la trasparenza. Tutti i Comuni siciliani saranno obbligati a trasmettere entro il 31 gennaio di ogni anno una rendicontazione delle attività svolte all’Asp competente e al Garante regionale dei diritti degli animali. Un monitoraggio periodico che consentirà di verificare l’efficacia degli interventi, individuare eventuali criticità e programmare azioni correttive.