Tragedia a San Vito Lo Capo: muoiono un operaio e il soccorritore giunto per salvarlo

SAN VITO LO CAPO – Nell’impianto di depurazione di San Vito Lo Capo, nel Trapanese, hanno perso la vita l’operaio Davide Anselmo e l’operatore del 118 Francesco Bulgarella, rimasto colto da malore mentre tentava disperatamente di rianimare il lavoratore.
La ricostruzione dei fatti e i soccorsi
L’incidente si è consumato all’interno della struttura fognario-depurativa dove Davide Anselmo, operaio della ditta incaricata della gestione dell’impianto, stava svolgendo delle attività operative. All’improvviso l’uomo si è sentito male ed è crollato all’interno del sito. Per recuperarlo e riportarlo in superficie è stato necessario l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco.
Sul posto sono tempestivamente giunti i sanitari, tra cui una dottoressa della guardia medica locale e l’equipaggio del 118 formato da due operatori. Proprio durante le prolungate e concitate manovre di rianimazione cardio-polmonare effettuate sull’operaio, si è consumato il secondo dramma: Francesco Bulgarella si è accasciato a sua volta a terra, stroncato da un malore improvviso. A rendere ancora più critiche le condizioni del luogo vi era una temperatura estremamente elevata, unita alla sospettata presenza di miasmi e veleni da decompressione. Nonostante ogni successivo tentativo di rianimare anche l’operatore sanitario, per entrambi gli uomini non c’è stato nulla da fare.
Sulle esatte cause dei due decessi sono tuttora in corso i rilevamenti tecnici dei Vigili del Fuoco e dei tecnici della prevenzione, volti ad accertare la presenza e la saturazione di gas tossici acuti (come l’idrogeno solforato) e le condizioni operative della struttura.
Il doloroso precedente: la strage di Casteldaccia
La drammatica dinamica di San Vito Lo Capo riapre una ferita profonda nella memoria della regione. Risale infatti al maggio del 2024 la strage avvenuta a Casteldaccia, dove cinque operai impegnati nella manutenzione della rete fognaria persero la vita sopraffatti dalle esalazioni tossiche di acido solfidrico.
In quella circostanza, tra le vittime che trovarono la morte all’interno della vasca di sollevamento vi furono anche gli alcamesi Epifanio Alsazia e Roberto Raneri. La strage fu causata da una reazione a catena: il primo operaio sceso nella condotta avvertì il malore e i colleghi si calarono uno dopo l’altro nel tentativo di soccorrerlo, venendo saturati dai gas venefici.
L’incidente di San Vito Lo Capo ripropone con drammatica urgenza il tema della sicurezza negli ambienti confinati e degli interventi d’emergenza in presenza di esalazioni velenose, costati oggi la vita a un lavoratore e a un soccorritore che cercava di salvarlo.