Quinci rilancia le riserve naturali: «Serve un nuovo modello di gestione»

di Redazione Alpa Uno ·

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Un cambio di rotta per restituire efficienza e prospettive alle riserve naturali della provincia di Trapani. È la linea tracciata dal presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, che annuncia l’avvio di una verifica complessiva sul funzionamento delle tre aree protette affidate all’ente: lo Stagnone di Marsala, il Bosco d’Alcamo e la Foce del Belice. L’obiettivo è individuare le criticità che negli anni hanno limitato la gestione di questi siti e costruire un nuovo modello organizzativo capace di coniugare tutela ambientale, fruizione e sviluppo sostenibile. Per il presidente dell’ex Provincia, la salvaguardia delle riserve non può ridursi alla sola conservazione del patrimonio naturale, ma deve diventare uno strumento di crescita per il territorio. Nelle prossime settimane sarà avviata una ricognizione tecnica che coinvolgerà gli uffici del Libero Consorzio e l’esperto Roberto Fiorentino, già direttore della Riserva dello Stagnone. L’analisi riguarderà il personale disponibile, gli strumenti operativi, le collaborazioni già attive e le eventuali carenze che oggi impediscono una gestione più efficace. Quinci non nasconde le difficoltà con cui gli enti locali devono confrontarsi, tra risorse economiche limitate e vincoli amministrativi che rendono complicato rafforzare gli organici. Proprio per questo ritiene indispensabile una pianificazione di lungo periodo, capace di superare gli interventi frammentari e di mettere in collegamento le tre riserve all’interno di una strategia comune. Il presidente chiama in causa anche la Regione Siciliana, auspicando un maggiore coinvolgimento nella definizione delle politiche dedicate alle aree protette. L’intenzione è quella di presentare all’Assessorato regionale un progetto organico che possa diventare un riferimento anche per altre realtà dell’Isola. La sfida, adesso, sarà tradurre le intenzioni in risultati concreti. Perché le riserve naturali rappresentano uno dei principali patrimoni ambientali del Trapanese e il loro rilancio passa inevitabilmente da una gestione stabile, programmata e all’altezza delle potenzialità del territorio.

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