Alcamo. Produzione di olio, calo del 50%: settore in crisi

I sei frantoli alcamesi che operano nel territorio hanno aperto i battenti una decina di giorni fa. Ma non c’è la solita ressa e quindi lunghe ore di attesa per “uscire l’olio”. Ciò dimostra il forte calo di produzione, il 40-50% in meno rispetto all’annata scorsa che venne definita “eccezionale”. Il grande caldo e quindi la siccità nel periodo più delicato, quello della fioritura, hanno compromesso il raccolto. In alcune zone i coltivatori hanno rinunciato alla raccolta per mancanza di olive. In altre, come la contrada Bosco Falconeria ritenuta la migliore per qualità dell’olio, la raccolta che prima durava sino alla metà di dicembre, quest’anno finirà con larghissimo anticipo. Una stangata anche per l’economia locale perché nelle annate normali il giro di affari sfiora i 6 milioni di euro. Piero Lo Monaco, imprenditore del settore con i suoi cinque ettari in contrada Fastuchera è tra i maggiori produttori. “Stiamo registrando- dice Piero Lo Monaco- un calo del 50 per cento. Lo scorso anno abbiamo raccolto venti quintali di olive. Nell’Alcamese si produce soprattutto olio extravergine”. L'olio prodotto proviene principalmente da ulivi della cultivar di Biancolilla, Cerasuola con presenza di Nocellara del Belice. Il prezzo a “cafiso”, che contiene otto chili di olio che corrispondono a nove litri meno un quarto, è la secolare unità di misura ad Alcamo per la vendita dell’olio, venduto oggi 80 euro. Nei frantoi per la molitura si pagano 20 euro a quintale. Ogni famiglia alcamese fa scorta di olio e molti lo inviano anche ai figli o parenti residenti in varie zone d’Italia. L’olio extravergine di oliva viene commercializzato in lattine di 5 litri e venduto a 62 euro principalmente in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna in particolare a Bologna e Modena. Non è decollato l’olio biologico poiché l’extravergine dell’Alcamese è di ottima qualità. Si sta assistendo inoltre da qualche anno ad uno sviluppo di coltivazioni di olive a macchia di leopardo nell’ Alcamese perché danno buoni redditi e non necessitano di tutte le cure dei vigneti. Le organizzazioni di categoria chiedono controlli per l’import di olio dalla Tunisia e Spagna, ritenuto di scarsa qualità, che provoca concorrenza sleale.