Processo Scialandro, a Trapani riparte il dibattimento

Riprende oggi davanti al Tribunale di Trapani il processo “Scialandro”, l’inchiesta della Dda di Palermo sulla presunta riorganizzazione di Cosa nostra tra Trapani, Custonaci, Valderice e Paceco. Dopo la pausa estiva, il dibattimento entra nella fase dedicata ai testimoni delle difese, dopo che la Procura ha sostanzialmente completato l’esame dei propri. In aula sono attesi quattro testi, in particolare sulla posizione di Giuseppe Maranzano. Al centro delle precedenti udienze è finito il Comune di Custonaci, attraverso i racconti di amministratori e dipendenti comunali. Tra gli episodi affrontati anche la gestione dei buoni spesa Covid, per circa 120 mila euro, e la testimonianza della funzionaria Vitalba Simone, che ha riferito di pressioni per completare le pratiche con relazioni sociali retrodatate. La donna ha raccontato di essersi rifiutata e di avere successivamente segnalato la vicenda alla Guardia di finanza. L’episodio, è stato chiarito in aula, non costituisce direttamente un capo d’imputazione, ma viene utilizzato dall’accusa per delineare il contesto amministrativo di quegli anni. Nel processo ordinario sono imputati Pietro Armando Bonanno e altri sette. Una parte degli indagati ha scelto il rito abbreviato: tra loro l’ex vicesindaco di Custonaci Carlo Guarano, condannato in appello a otto anni e sei mesi per partecipazione all’associazione mafiosa. Ora la parola passa alle difese, chiamate a confrontarsi con la ricostruzione dell’accusa.