Processo ad alcamese per omicidio, sfilano testi davanti al Pm

La deposizione di alcuni testi chiamati dal Pubblico ministero e del medico che eseguì l’autopsia hanno caratterizzato l’udienza di venerdì scorso nel processo che vede imputato l’alcamese Vincenzo Gerardi, 58 anni, che uccise la moglie Teresa Stabile, 55 anni, il 16 aprile dello scorso anno. L’omicidio a Samarate, comune in provincia di Varese, dove la coppia abitava da anni dopo essere emigrata da Alcamo in cerca di un lavoro migliore. Il processo si sta celebrando davanti ai giudici della Corte d’Assise di Busto Arsizio. Gerardi, che ha i congiunti ad Alcamo, è difeso dall’avvocato Vito Di Graziano che ha sollevato una serie di contestazioni tra le quali il numero di coltellate inflitte alla donna e se questa si sarebbe potuto salvare se fosse stata portata subito in ospedale “perché la vittima è rimasta cosciente fino agli ultimi istanti di vita”, come ha scritto il medico legale. La questione sollevata dall’avvocato Vito Di Graziano è molto importante ai fini della posizione processuale del suo assistito.
La ricostruzione del contesto complessivo e dell’evoluzione negli anni del rapporto tra i due coniugi sono state al centro delle udienze. La zia, la sorella e tre diverse amiche di Teresa Stabile hanno testimoniato sul presunto condizionamento che Gerardi avrebbe esercitato sulla donna. Il legale dell’imputato, l’avvocato Vito Di Graziano, è tornato su una ipotesi già affacciatasi: «Aveva una relazione Stabile Teresa?» ha chiesto. «Assolutamente no» ha detto sotto giuramento l’amica. I testimoni hanno sostanzialmente confermato il quadro di un presunto forte condizionamento che la donna avrebbe subito e la pressione crescente, man mano che la Stabile cercava, con la separazione fisica, un nuovo alloggio, maggiore autonomia economica, una sua autonomia da quella relazione che era già conclusa, nei fatti, anni e anni prima. Insomma vivevano da separati in casa. La coppia ha due figli. I parenti di Vincenzo Gerardi, che vivono ad Alcamo puntano il dito su Teresa Stabile che “da anni sarebbe stata lei- dicono- a trattare molto male il marito anche davanti a parenti e amici”. Nell’udienza di venerdì scorso Vincenzo Gerardi si è avvalso della facoltà di non rispondere. La stessa scelta della sorella, Daniela Gerardi. La famiglia Gerardi è molto nota ad Alcamo. Suo papà Mario è stato un forte attaccante dell’Alcamo dei tempi d’oro. Il processo riprenderà il prossimo 10 aprile con la deposizione di alcuni testi e di un perito della difesa convocati dall’avvocato Vito Di Graziano