Prezzo del pane in aumento a Mazara, pesa il caro energia

di Redazione Alpa Uno ·

Impennata del prezzo del pane a Castellammare, incremento del 36,50%. Venerdì incontro fra panificatori e giunta Rizzo

Da lunedì prossimo il pane costerà di più anche a Mazara del Vallo. Dopo anni di resistenza, l’Associazione dei Panificatori “I Fornarini”, affiliata a CIFA e guidata da Francesco Alagna, ha annunciato l’adeguamento dei prezzi: la pezzatura da 500 grammi salirà da 3 a 3,40 euro/kg, il “quartino” da 250 grammi passerà a 4,40 euro/kg. Resta invariato, per ora, il prezzo dei panini (5 euro/kg). “Abbiamo mantenuto il prezzo invariato dal 2020, quando già in altri comuni era aumentato — spiega Alagna —. Ma oggi non è più sostenibile. Le materie prime sono rincarate del 60%, la bolletta della luce è triplicata. Molti di noi sono piccole imprese familiari: non possiamo più reggere”. Il settore della panificazione rappresenta una componente fondamentale dell’economia artigiana locale, legata a filiere agricole, distribuzione alimentare e consumo quotidiano. Tuttavia, l’inflazione energetica e l’impennata delle materie prime stanno erodendo i margini e mettendo a rischio attività storiche. Rispetto ad altri territori, Mazara arriva in ritardo: ad Alcamo, il pane si paga già 4 euro/kg; a Marsala, il prezzo è aumentato a maggio. “Il nostro rincaro è più contenuto di altri comuni della provincia — sottolinea Alagna — ma senza un intervento dello Stato per calmierare bollette e costi, molte botteghe chiuderanno”. La questione è anche culturale: “Il pane è un bene simbolico, identitario — afferma Alagna —. Ma produrlo oggi è diventato un lusso. Non chiediamo sussidi, ma strumenti che permettano a chi lavora onestamente di restare in piedi”. Finchè mancheranno misure strutturali per sostenere le microimprese, anche la qualità e l’accessibilità di beni essenziali sarà sempre più difficile da garantire.

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