Pistola con matricola abrasa in casa dell’ex primario Burrafato: arrestato

Una pistola con la matricola abrasa trovata nella sua abitazione ha fatto scattare l’arresto dell’ex primario dell’ospedale di Castelvetrano Francesco Burrafato, 85 anni, già indagato per favoreggiamento aggravato alla mafia nell’inchiesta sulla rete di protezione che avrebbe sostenuto per anni la latitanza di Matteo Messina Denaro. L’arma è stata scoperta dai carabinieri del Ros durante una perquisizione disposta dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo in uno degli immobili riconducibili al medico, in via Sant’Anna, a Casa Santa Erice. Il rinvenimento della pistola, risultata priva di identificativi perché con matricola abrasa, ha portato all’arresto in flagranza per detenzione abusiva di arma da fuoco. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Trapani. Adesso la pistola sarà sottoposta ad approfonditi accertamenti balistici per verificare se possa essere stata utilizzata in episodi criminali o fatti di sangue ancora irrisolti. L’arresto si inserisce nel più ampio filone investigativo che mira a ricostruire la rete di complicità, sostegni economici e coperture che avrebbe consentito al boss castelvetranese di sfuggire alla cattura per quasi trent’anni. Secondo gli inquirenti, Burrafato sarebbe il misterioso “Parmigiano” citato nei pizzini trovati nel covo del capomafia dopo il suo arresto. In uno dei messaggi sequestrati si farebbe riferimento a una richiesta di 40 mila euro che Rosalia Messina Denaro avrebbe dovuto avanzare per conto del fratello. Un elemento che gli investigatori ritengono significativo per comprendere i rapporti tra l’ex medico e l’entourage che avrebbe garantito sostegno al boss durante la latitanza. Le indagini proseguono per chiarire il ruolo effettivamente svolto da Burrafato e verificare eventuali ulteriori responsabilità nell’ambito della presunta rete di favoreggiatori legata a Matteo Messina Denaro.