'Phimes bis', sequestro del parcheggio di Segesta. Tre indagati

di Piero Messana ·

'Phimes bis', sequestro del parcheggio di Segesta. Tre indagati

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Alcamo hanno sequestrato, su provvedimento emesso dal GIP del tribunale di Trapani e su richiesta della procura della Repubblica, la società che gestisce il parcheggio, con relativi servizi, attiguo al parco archeologico di Segesta.

Il provvedimento rappresenta la prosecuzione dell’operazione Phimes eseguita dai carabinieri di Alcamo lo scorso febbraio, sotto la guida del capitano Pisani, adesso diretti dal capitano De Vito, nella quale erano stati tratti in arresto l’imprenditore Francesco Isca, calatafimese con interessi a Vita, e il vice comandante della polizia municipale di Calatafimi, Craparotta, per il reato di corruzione.

Le indagini permisero di dimostrare l’esistenza di un patto corruttivo tra i due, volto a favorire il parcheggio gestito dall’imprenditore, mediante l'elevazione di contravvenzioni a tutte le autovetture posteggiate in altri luoghi.

I successivi accertamenti svolti dai militari dell’Arma, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Trapani, hanno permesso di verificare come la società che gestisce il parcheggio fosse stata fittiziamente intestata ad altri due individui, cioè la figlia del vice comandante della Polizia Municipale Salvatore Craparotta e il figlio di Nicolò Ferrara, ex-sindaco di Calatafimi Segesta.

Tutto era stato architettato da Isca per raggirare le probabili misure di prevenzione patrimoniali ai danni della società mantenendone gestione e incassi. L’imprenditore, infatti, dopo l'arresto di Vito Nicastri nella vicenda Arata, al quale era particolarmente legato anche in affari illeciti, aveva ritenuto opportuno non risultare proprietario e gestore diretto della società, nel timore che la stessa potesse finire nel mirino degli inquirenti. Il rischio era ben concreto perché la medesima sorte era spettata a un’altra ditta di Isca che era stata cancellata dalla “white list” della Prefettura di Trapani. Si tratta della ista delle imprese non soggette a tentativi di infiltrazione mafiosa e operanti nei settori esposti maggiormente a rischio.

Tale provvedimento era dovuto, infatti, ai collegamenti accertati di Isca, tramite l’ex convivente, figlia di Leonardo Crimi di Vita (TP), con la criminalità organizzata, in particolare con Vito e Calogero Musso. Per tali motivi il GIP di Trapani, concordando con le risultanze investigative acquisite dalla compagnia carabinieri di Alcamo, ha disposto il sequestro preventivo della società adesso affidata interamente ad un amministratore giudiziario che continuerà a garantire posti di lavoro e il regolare funzionamento del parcheggio. Isca, invece, dovrà rispondere, insieme ai due intestatari fittizi della società, la figlia di Craparotta e il figlio di Ferrara, del reato di “trasferimento fraudolento di valori”

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