Pedopornografia e revenge porn, condannato a sei anni un 22enne di Marsala

di Redazione Alpa Uno ·

Al via il processo a marito violento al Tribunale di Marsala

Una condanna per produzione di materiale pedopornografico e revenge porn chiude uno dei più delicati procedimenti celebrati negli ultimi mesi al Tribunale di Marsala. Un 22enne del posto è stato riconosciuto colpevole e condannato a sei anni e un mese di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 26 mila euro, per fatti risalenti al 2024 che hanno coinvolto la sua ex fidanzata, all’epoca dei fatti diciassettenne. Una sentenza che ribadisce la linea dura della magistratura nei confronti dei reati commessi attraverso gli strumenti digitali e che colpiscono la sfera più intima delle vittime. Il collegio del Tribunale, presieduto da Vito Marcello Saladino con i giudici a latere Chiara Vicini e Francesco Paolo Pizzo, ha accolto gran parte dell’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Stefania Tredici, che aveva chiesto una pena di sette anni di carcere e una multa di 30 mila euro. Per l’imputato, assistito dall’avvocata Antonella Caruso, è arrivata una condanna di poco inferiore alla richiesta dell’accusa, accompagnata da diverse pene accessorie. La giovane si è costituita parte civile, assistita dall’avvocata Roberta Anselmi, che ha rappresentato nel processo anche il centro antiviolenza “Casa di Venere”. Il Tribunale ha disposto il risarcimento immediatamente esecutivo di 10 mila euro in favore della ragazza e di 500 euro per il centro antiviolenza, riconoscendo così anche il ruolo svolto dalla struttura nel sostegno alla ragazza. Al termine della sentenza, l’avvocata Anselmi ha parlato di un pronunciamento che va oltre la condanna del singolo imputato, definendolo un segnale forte contro la violenza di genere e un incoraggiamento per tutte le donne che esitano ancora a denunciare. Anselmi ha ricordato il difficile percorso affrontato dalla giovane, segnato da paura, vergogna e sofferenza, sottolineando come il processo abbia dovuto superare anche testimonianze contraddittorie e ricostruzioni frammentarie prima di arrivare all’accertamento dei fatti.

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