Partinico. Guagliardo, sequestro e sorveglianza speciale confermati in Cassazione

La Suprema Corte di Cassazione ha reso irrevocabili le misure di prevenzione nei confronti dell’imprenditore partinicese Gerardo Antonio Orvieto Guagliardo, 43 anni, noto come “Jonathan”, confermando la confisca di un patrimonio di circa 300 mila euro e la sorveglianza speciale per due anni. Il verdetto chiude un iter giudiziario avviato anni fa con il maxi-blitz “Game Over”, che aveva svelato un sistema illecito di gestione delle scommesse sportive e delle sale gioco sotto il controllo di ambienti mafiosi. Orvieto Guagliardo, già condannato a sei anni e due mesi di reclusione nel 2024, era stato ritenuto responsabile di aver gestito attività illegali con un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, rafforzando così il quadro per le misure di prevenzione.
La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa, confermando che parte del patrimonio confiscato, inclusi conti correnti, polizze vita, fondi di investimento e una BMW X6, fosse formalmente intestato anche alla moglie ma di fatto nella disponibilità dell’imprenditore. I giudici hanno ritenuto che la presunta intestazione familiare non dimostrasse una reale autonomia economica e che la provenienza lecita dei fondi non fosse provata. Elemento centrale della decisione è la pericolosità sociale dell’imprenditore: secondo la Corte, Orvieto Guagliardo avrebbe mantenuto rapporti con soggetti vicini al clan Resuttana anche dopo il 2018, anno delle prime misure cautelari, consolidando la sua posizione nel controllo mafioso delle scommesse. La Cassazione ha inoltre sottolineato che, anche in assenza di legami diretti con la mafia, permane una pericolosità generica sufficiente a giustificare l’applicazione delle misure preventive. La confisca definitiva rappresenta un passo significativo nella lotta allo sfruttamento criminale del settore delle scommesse in provincia di Palermo.