Palermo. Falsa sicurezza e frode commerciale: maxisequestro di finto e-bike in tutta Italia (VIDEO)

Sulla carta figuravano come normali biciclette a pedalata assistita, ma una volta messe in strada si rivelavano veri e propri scooter elettrici fuorilegge: privi di omologazione, non conformi alle normative europee e potenzialmente pericolosi per chi li guida e per i pedoni. È quanto ha svelato una vasta operazione condotta dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, che ha portato al sequestro sull’intero territorio nazionale di migliaia di veicoli a due ruote per un valore commerciale complessivo stimato in circa 5 milioni di euro.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi guidata dal procuratore Emanuele Crescenti, vede al centro un imprenditore palermitano e una società, indagati a vario titolo per i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico.
Un blitz in mezza Italia: i sequestri nel Trapanese Il provvedimento di sequestro, emesso dal GIP del Tribunale calabrese, ha fatto scattare un imponente dispositivo di controllo. Le Fiamme Gialle palermitane, operando in sinergia con i colleghi del Gruppo di Gioia Tauro e con il supporto dei comandi provinciali di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana, hanno setacciato i magazzini di grossisti e rivenditori al dettaglio per bloccare la distribuzione dei mezzi. I controlli hanno toccato da vicino anche il territorio trapanese, con interventi diretti presso tre rivenditori situati a Mazara del Vallo, Castelvetrano e Marsala.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dal 2023 ad oggi sarebbero stati importati dall’estero almeno 6.885 veicoli irregolari, tutti prodotti in Cina dalla società Jollo Technology. L’imprenditore indagato avrebbe ingannato le autorità doganali presentando fascicoli tecnici e documentazioni prive dei requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla cosiddetta “Direttiva Macchine” (2006/42/CE). Dalle verifiche condotte con il supporto dei Ministeri delle Infrastrutture e del Made in Italy, è emerso che le certificazioni erano ingannevoli e carenti dei test fondamentali sulla sicurezza, sulla valutazione dei rischi e sulla resistenza alle modifiche tecniche.
Sicurezza stradale e vuoti assicurativi La normativa europea parla chiaro: per essere considerate EPAC o e-bike, le biciclette devono avere un motore ausiliario con potenza massima di 250 Watt, capace di interrompere l’assistenza al raggiungimento dei 25 km/h o se il ciclista smette di pedalare. I veicoli firmati Jollo Technology finiti nel mirino della Finanza venivano invece spesso alterati per circolare a velocità superiori, senza necessità di targa, casco o omologazione.
Un fenomeno dilagante che risponde alle tante segnalazioni giunte da cittadini e associazioni di categoria. Mezzi del genere, sprovvisti di coperture assicurative — i cui incidenti non vengono coperti neppure dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada — circolavano indisturbati nelle zone pedonali e nelle arterie a scorrimento veloce di Palermo e delle principali città italiane, guidati talvolta da minorenni o da persone prive di patente.
Gli approfondimenti in corso Mentre il sequestro preventivo blocca la vendita e la circolazione dei mezzi già distribuiti, le indagini proseguono. La Guardia di Finanza, insieme ai Nuclei Speciali Antitrust e Beni e Servizi, sta effettuando approfondimenti per accertare eventuali violazioni amministrative del Codice del Consumo legate alla pubblicità ingannevole promossa su siti web e canali social.
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