Ortopedia a rischio a Marsala, senza i medici stranieri il reparto rischia il collasso

Nuova emergenza per la sanità trapanese. Il reparto di Ortopedia dell’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala rischia di perdere i medici stranieri assunti durante l’emergenza Covid. Professionisti che negli ultimi tre anni hanno garantito la continuità assistenziale in un reparto già alle prese con una cronica carenza di personale. La situazione è particolarmente delicata perché l’Ortopedia di Marsala, diretta da Nicolò Galvano, rappresenta oggi un presidio fondamentale per un bacino di oltre 200 mila abitanti. Dopo la chiusura del reparto dell’ospedale di Castelvetrano, la struttura marsalese assicura l’assistenza non solo al territorio cittadino, ma anche a Mazara del Vallo e all’intera Valle del Belice. Il problema nasce dalla scadenza delle deroghe introdotte durante la pandemia. La normativa ha consentito alle aziende sanitarie di assumere medici con titoli conseguiti all’estero, anche senza il preventivo riconoscimento della specializzazione, per fronteggiare l’emergenza. Oggi, però, molti di questi professionisti hanno raggiunto il limite massimo dei 36 mesi di servizio previsto dalla legge e non possono essere confermati. Ecco che emerge il paradosso: medici che per tre anni hanno lavorato negli ospedali pubblici, curando pazienti e coprendo turni a volte impossibili, non possono essere stabilizzati né partecipare ai concorsi pubblici perché la loro specializzazione non è ancora riconosciuta come equipollente secondo la normativa italiana. Il caso chiaramente non riguarda soltanto la provincia di Trapani, ma interessa numerose strutture sanitarie che negli ultimi anni hanno trovato nei medici provenienti dall’estero una risposta, seppur temporanea, alla difficoltà di reperire specialisti attraverso i concorsi ordinari. Secondo quanto emerge, l’Asp di Trapani avrebbe già sottoposto la questione all’Assessorato regionale alla Salute chiedendo indicazioni per una possibile proroga della disciplina straordinaria. Al momento, però, non sarebbero arrivate risposte risolutive. La vicenda approderà ora sul tavolo del Ministero della Salute è prevista per martedì prossimo va visita a Roma dell’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso.