Operazione “Eirene”: in aula la difesa di Sciacchitano e Papania, udienze a rischio rinvio

Con la deposizione dei testimoni della difesa ripreso ieri il processo scaturito dall’operazione antimafia Eirene ad Alcamo. Fissato il calendario delle udienze del mese di settembre: ieri e poi nei giorni 22 e 29. Probabilmente queste due udienze sono destinate a saltare per lo sciopero proclamato dagli avvocati dal 23 al 29 settembre. Sul banco dei testimoni la moglie di Giuseppe Sciacchitano che figura tra i 13 imputati rinviati a giudizio nell’ambito dell’operazione antimafia “Eirene” condotta dalla DDA di Palermo e dalla Polizia di Trapani. Giuseppe Sciacchitano (49 anni, di Alcamo) è tra le persone coinvolte nell’inchiesta e rinviate a giudizio dal GUP del Tribunale di Trapani.
Gli indagati rispondono a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e scambio elettorale politico-mafioso. Nell’inchiesta figurano anche l’ex senatore Antonino Papania, l’ex vicesindaco di Alcamo Pasquale Perricone e il presunto capomafia di Alcamo Francesco Coppola. Tra gli imputati figurano l’ex senatore Nino Papania e l’ex vice sindaco e assessore Pasquale Perricone, che sono accusati di voto di scambio politico mafioso.
Gli avvocati Lauria e Di Graziano puntano anche loro difesa sulla assenza di contatti diretti tra Papania e il gruppo di imputati presunti mafiosi come emerso anche dalla deposizione di investigatori che condussero le indagini. Nella precedente udienza per la prima volta Papania è entrato direttamente nel merito dell’accusa che lo ha portato a processo. Ha preso la parola e ha provato a smontare, punto per punto, la ricostruzione della Procura antimafia sul presunto voto di scambio politico-mafioso alle Regionali del 2022.