Operai morti a Palermo dopo il crollo della gru: lavoravano senza contratto. Due indagati

Lavoravano in nero, senza contratto né tutele, i due operai morti a Palermo precipitando da circa 25 metri dopo il cedimento di una gru. È il primo elemento emerso dalle indagini sulla tragedia che ha spezzato la vita a Daniluc Tiberi Un Mihai, 50 anni, e Najahi Jaleleddine, 41. Nelle prossime ore il titolare dell’impresa e il committente dei lavori saranno iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo, atto dovuto per consentire la partecipazione agli accertamenti. L’autopsia è stata fissata al Policlinico, mentre la Procura punta a chiarire ogni responsabilità. Secondo una prima ricostruzione, il braccio della gru si sarebbe spezzato improvvisamente durante lavori in un appartamento al decimo piano, facendo precipitare il cestello. Al vaglio le condizioni del mezzo, la manutenzione e il rispetto delle norme di sicurezza. Il lavoro nero aggrava il quadro: le vittime non risultavano assunte né iscritte agli enti previdenziali. Dura la reazione dei sindacati, che annunciano mobilitazioni, mentre si riaccende il tema della sicurezza nei cantieri.