Omicidio Stabile. Depositate le motivazioni della condanna, ora si va in appello

:::justify I giudici della Corte d’Assise di Busto Arsizio hanno ieri depositato le motivazioni della sentenza con la quale lo scorso mese di luglio hanno condannato all’ergastolo l’alcamese Vincenzo Gerardi, 58 anni, per l’omicidio della moglie Teresa Stabile, 56 anni, anche lei di Alcamo, avvenuto il 16 aprile 2025 a Samarate, provincia di Varese. Le motivazioni sono state acquisite dell’avvocato Vito Di Graziano, per presentare appello.
Per il difensore si è trattato di una ”sentenza sbagliata” e ha puntato il dito sulla relazione psichiatrica definita “razzista” che avrebbe avuto un ruolo importante nella condanna alla massima pena. La criminologa Stefania Zeroli nella perizia presentata in Corte d’assise richiama: “il contesto culturale in cui Gerardi è cresciuto, facendo riferimento alla Sicilia di circa cinquant’anni fa, dove il matrimonio assumeva un legame indissolubile e una fondamentale forma di riconoscimento sociale. La richiesta della moglie di interrompere il rapporto avrebbe messo in discussione non soltanto il legame affettivo, ma il ruolo stesso di marito, padre e uomo.
Tuttavia, precisa la perizia, questo contesto non può essere considerato una giustificazione del delitto”. Secondo l’avvocato Di Graziano la consulente ha associato la Sicilia ad una serie di pregiudizi e luoghi comuni legati a un’immagine folkloristica e stereotipata, lontana dalla realtà contemporanea. Inoltre secondo Di Graziano “non sono state valorizzate le argomentazioni della difesa”. Il nuovo processo dinanzi ai giudici della Corte d’appello di Milano. :::