Omicidio Samarate: perizia su Gerardi entro il 5 luglio, a fine mese la sentenza

di Giuseppe Maniscalchi ·

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La psichiatra forense Stefania Zaroli dovrà completare, entro il prossimo 5 luglio, le operazioni della perizia psichiatrica per l’alcamese Vincenzo Gerardi. Il 57enne è imputato per l’omicidio della moglie Teresa Stabile, anche lei originaria di Alcamo, uccisa con 15 coltellate il 16 aprile 2025 nel cortile condominiale di via San Giovanni Bosco a Samarate, comune in provincia di Varese dove la coppia si era trasferita da anni per motivi di lavoro.

Come assistente è stata nominata la dottoressa Greta Rigamonti. Per la difesa, sostenuta dall’avvocato Vito Di Graziano, è stato indicato come consulente lo psichiatra Lorenzo Messina, appartenente all’Ordine di Trapani, mentre il pubblico ministero si è riservato di nominare un proprio esperto.

Il calendario delle udienze

Contestualmente, la Corte d’Assise di Busto Arsizio ha aggiornato il calendario del processo:

  • 10 luglio (ore 15:00): Ripresa del dibattimento per la chiusura dell’istruttoria.
  • 13 luglio (ore 9:30): Intervento del pubblico ministero.
  • 20 luglio (ore 9:30): Interventi delle parti civili e della difesa.
  • 24 luglio: È attesa la sentenza.

La decisione è stata assunta dalla Corte d’Assise presieduta da Giuseppe Fazio, con a latere Giulia Troina. I giudici hanno così accolto la richiesta avanzata dal pubblico ministero Ciro Caramore e dagli avvocati di parte civile Manuela Scalia e Simona Cicorella.

La ricostruzione dei fatti

Secondo la ricostruzione emersa nel corso del processo, Teresa Stabile aveva deciso di separarsi dal marito dopo anni di convivenza difficile. La donna era tornata a vivere dai genitori e aveva avviato le pratiche per il divorzio. Gerardi, secondo l’accusa, non avrebbe mai accettato quella decisione, perseguitandola fino all’aggressione mortale.

La sera del 16 aprile, al rientro dal lavoro, la donna sarebbe stata sorpresa dal marito armato di coltello, che l’avrebbe colpita ripetutamente fino a ucciderla. Le testimonianze raccolte dalla Procura hanno delineato un quadro di crescente pressione psicologica nei confronti della vittima, soprattutto nel periodo in cui aveva iniziato a costruirsi una vita indipendente.

Una ricostruzione che i congiunti di Gerardi, residenti ad Alcamo, respingono fermamente, sostenendo invece che l’uomo avrebbe subito prepotenze e vessazioni da parte della moglie. L’esito della perizia psichiatrica rappresenterà uno dei passaggi più delicati dell’intero procedimento: ora la parola passa al perito nominato dal tribunale.

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