Omicidio Samarate, l’avvocato di Gerardi ricorre in appello: «Perizia razzista sulla Sicilia»

di Giuseppe Maniscalchi ·

Tragedia nel ‘Varesotto’, la coppia aveva lasciato Alcamo una trentina di anni fa

Promette battaglia ed è pronto a presentare appello l’avvocato alcamese Vito Di Graziano che ha difeso l’alcamese Vincenzo Gerardi, 58 anni, condannato un mese fa all’ergastolo per l’omicidio della moglie Teresa Stabile, 56 anni, anche lei di Alcamo, avvenuto il 16 aprile 2025 a Samarate, provincia di Varese. La sentenza emessa dalla Corte di Assise di Busto Arsizio. Per il difensore si tratta di una ”sentenza sbagliata” e punta il dito sula relazione psichiatrica definita “razzista” che avrebbe avuto un ruolo importante nella sentenza alla massima pena.

La criminologa Stefania Zeroli nella perizia presentata in Corte d’assise richiama: “il contesto culturale in cui Gerardi è cresciuto, facendo riferimento alla Sicilia di circa cinquant’anni fa, dove il matrimonio assumeva un legame indissolubile e una fondamentale forma di riconoscimento sociale. La richiesta della moglie di interrompere il rapporto avrebbe messo in discussione non soltanto il legame affettivo, ma il ruolo stesso di marito, padre e uomo. Tuttavia, precisa la perizia, questo contesto non può essere considerato una giustificazione del delitto”.

Secondo l’avvocato Di Graziano la consulente ha associato la Sicilia ad una serie di pregiudizi e luoghi comuni legati a un’immagine folkloristica e stereotipata, lontana dalla realtà contemporanea. Inoltre secondo Di Graziano “non sono state valorizzate le argomentazioni della difesa”, sostenendo “che la moglie aveva una relazione extraconiugale da undici anni e l’autopsia avrebbe dimostrate che le coltellate inferte sul corpo erano profonde un centimetro e mezzo e che la morte sarebbe avvenuta per i ritardi nei soccorsi giunti dopo circa un’ora e mezza, come da verbale dei carabinieri”

Tra la coppia i rapporti erano deteriorati da tempo. A essere contestata anche l’aggravante della premeditazione. L’ergastolo era stato chiesto dal pm Ciro Caramore e la parte civile, rappresentata dagli avvocati Cesare Cicorella e Manuela Scalia, aveva aderito alla richiesta di condanna al massimo della pena, sentenziata dalla Corte di Assise. . L’avvocato Vito Di Graziano pronto a dare battaglia dinanzi alla Corte d’Appello di Milano.

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