Oggi ritenuta la giornata più calda in Sicilia, da mercoledì si cambia

di Giuseppe Maniscalchi ·

Grande caldo, ASP di Trapani vara piano. Coinvolti medici e protezione civile

In Sicilia, questo lunedì 20 luglio 2026 non sarà semplicemente una giornata estiva molto calda, sarà un inferno. La Sicilia resterà sotto l’influenza dell’anticiclone subtropicale africano, con cielo poco nuvoloso o sereno su gran parte del territorio e assenza di fenomeni significativi. Anche il Bollettino di vigilanza meteorologica nazionale del Dipartimento della Protezione Civile conferma per il 20 luglio 2026 valori ancora molto elevati al Sud e sulle isole maggiori, con condizioni particolarmente severe proprio su Sicilia e Sardegna. I venti, inoltre, non risultano abbastanza incisivi da dare sollievo: il quadro generale parla di assenza di fenomeni significativi, dunque niente ricambio capace di attenuare davvero la sensazione di afa. Il dato che colpisce di più resta quello delle temperature massime attese tra 44 e 45 gradi in Sicilia.

Sono numeri che, da soli, bastano a spiegare la straordinarietà del momento. Quando il Ministero della Salute assegna il bollino rosso a una città, il messaggio non riguarda solo chi è già malato o molto anziano: significa che le condizioni meteo possono avere effetti negativi sulla salute anche delle persone sane e attive. Le ondate di calore, ricorda lo stesso Ministero, diventano particolarmente rischiose quando temperature molto elevate si protraggono per più giorni e si associano a umidità alta, forte insolazione e scarsa ventilazione. Per questo il Ministero ha attivato anche per l’estate 2026 il numero di pubblica utilità 1500, disponibile dal 22 giugno all’11 settembre, e continua ad aggiornare i bollettini sul portale dedicato. Se di notte la temperatura non scende, il corpo non recupera. In altre parole: si continuerà a sentire caldo anche quando il sole sarà tramontato da ore.

Da mercoledì possibile svolta: meno caldo, ma non per forza più sollievo. Nella seconda parte della settimana, l’aria africana dovrebbe essere “spazzata via” da correnti balcaniche, aprendo la porta a fenomeni più instabili, fino al rischio di grandine e temporali. Le previsioni infatti indicano per l’Italia la presenza di correnti nord-occidentali in quota legate a un’anomalia negativa del geopotenziale sull’Europa centro-orientale e sui Balcani, con la conseguenza di un consistente calo termico e precipitazioni leggermente superiori alla media in alcune aree del Paese. In Sicilia, dopo giorni di calore intenso, l’ingresso di aria relativamente più fresca in quota sopra strati bassi ancora molto caldi e carichi di energia può favorire instabilità violenta: rovesci rapidi, raffiche di vento, grandinate localizzate. Fenomeni spesso brevi, ma capaci di creare disagi seri proprio perché improvvisi.