Oggi la Giornata europea per le vittime sul lavoro: in Sicilia è ancora zona rossa

È oggi la Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro, ma in Sicilia non è soltanto una ricorrenza da calendario. Arriva mentre i numeri continuano a raccontare un’emergenza e mentre a Mazara del Vallo, nei giorni scorsi, un lavoratore di 55 anni è rimasto vittima di un grave infortunio. Nei primi sei mesi del 2026 sono state 482 le vittime sul lavoro in Italia: 350 negli incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa e 132 negli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro. Numeri che riportano la Sicilia nella zona rossa dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro, con un indice di mortalità superiore a 19 morti ogni milione di occupati, ben oltre la media nazionale.
Dietro le statistiche però ci sono nomi, famiglie, posti di lavoro che improvvisamente diventano luoghi della memoria. È accaduto a Marcinelle, nel 1956, quando 262 minatori morirono nella miniera belga. Ed è accaduto molto più vicino a noi, a Casteldaccia, il 6 maggio 2024, quando cinque operai morirono mentre lavoravano nella rete fognaria, uccisi dalle esalazioni tossiche in uno spazio confinato. Si sono moltiplicate le norme, sono diventati più sofisticati i sistemi di sicurezza. Eppure il conto continua ad arrivare. È proprio questa la domanda che una giornata come quella di oggi dovrebbe lasciare sul tavolo: quante volte ancora dovremo parlare di vittime prima di considerare la prevenzione non un costo, ma una condizione del lavoro?
È anche il terreno sul quale si colloca la posizione di CIFA Trapani, a sostegno delle imprese che scelgono di investire concretamente in prevenzione, formazione continua e legalità. Perché la sicurezza non si misura nel numero di protocolli firmati né nelle dichiarazioni pronunciate dopo una tragedia. Si misura nella capacità di fermare un’attività quando il rischio c’è, di formare chi deve affrontarlo, di controllare chi non rispetta le regole e di non considerare mai un incidente come il prezzo inevitabile del lavoro. Oggi si ricordano le vittimee si spera domani, di non aggiungere altri nomi alla lista.