Odio e neonazismo sul web: indagato uno studente 17enne di Carini

di Giuseppe Maniscalchi ·

Odio e neonazismo sul web: indagato uno studente 17enne di Carini

La notifica di un avviso di garanzia dove viene ipotizzato il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Una perquisizione domiciliare con conseguente sequestro di computer e iPhone. Indagato uno studente di 17 anni di Carini che con la famiglia abita nel centro storico. Un’ombra inquietante si allunga sul web e coinvolge giovanissimi in un sistema virtuale transnazionale intriso di odio, neonazismo e ideologie accelerazioniste.

È questo lo scenario emerso dalle indagini condotte dai Carabinieri del R.O.S. di Palermo, coordinate dalla Procura della Repubblica dell’Aquila e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo. Al centro dell’attività investigativa in territorio siciliano c’è uno studente diciassettenne residente a Carini, difeso dall’avvocato Antonino Vallone del Foro di Trapani. Per il giovane l’ipotesi accusatoria è pesante: è attualmente indagato per concorso in propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che per concorso in addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il minore di Carini farebbe parte di un gruppo WhatsApp denominato “Cineteca Imperiale“. All’interno di questa piattaforma virtuale si sarebbe svolta un’intensa attività di proselitismo al terrorismo e al cosiddetto “accelerazionismo militante”, con il presunto scambio di materiale ideologico ed estrapolazioni tecniche orientate alla creazione di sostanze esplosive. Per trovare riscontri e verificare il livello di effettivo coinvolgimento del giovane le forze dell’ordine hanno disposto e avviato accurati accertamenti tecnici e forensi sugli smartphone e sui computer in suo uso, contestualmente posti sotto sequestro. L’inchiesta che tocca Carini si inserisce in un filone ben più ampio e articolato a livello nazionale.

Lo studente di Carini è indagato insieme ad altrettanti minorenni distribuiti nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo, tutti accusati per le violazioni dell’articolo 604-bis del codice penale ovvero propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.