Nuovo raid mafioso contro Dragotto: showroom devastato dalle fiamme a Carini

di Giuseppe Maniscalchi ·

Nuovo raid mafioso contro Dragotto: showroom devastato dalle fiamme a Carini

Lo showroom era stato inaugurato lo scorso 7 maggio. La scorsa notte, un incendio ha devastato i locali e distrutto una ventina di auto parcheggiate nel piazzale della Sicily by Car, l’azienda dell’imprenditore Tommaso Dragotto a Villagrazia di Carini, sulla statale 113.

La zona che va da Sferracavallo a Isola delle Femmine è da mesi nel mirino del racket delle estorsioni gestito dalla mafia. Molti indizi lasciano quindi ipotizzare che il rogo della scorsa notte sia l’ennesimo, inquietante episodio di intimidazione: un raid mafioso col fuoco, fenomeno che si sta consumando con frequenza anche a Palermo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, che ora indagano per fare luce sull’accaduto.

L’attività di autonoleggio di Dragotto era già finita nel mirino lo scorso 21 marzo, quando qualcuno aveva aperto il fuoco con un kalashnikov contro la sede di via San Lorenzo, a Palermo, danneggiando quattro macchine. Dai primi sopralluoghi sarebbero state trovate tracce della benzina utilizzata per appiccare l’incendio. Ad agire, come si evince dalle telecamere di videosorveglianza, sono stati tre individui.

Il profilo dell’imprenditore e la sua reazione

Dragotto, palermitano classe 1938, è il fondatore della Sicily by Car, un colosso da 140 milioni di euro di fatturato, 500 dipendenti, 18 mila autovetture e sessanta uffici in Italia; è l’unico imprenditore privato in un settore dominato da multinazionali, posizionandosi tra i primi in tutta Europa. Nel marzo scorso, dopo l’attentato nella sede di San Lorenzo, aveva dichiarato di non avere mai ricevuto richieste di denaro. Molto impegnato anche in attività culturali e sociali, Dragotto è, tra le altre cose, lo sponsor della squadra femminile di basket alcamese.

Oggi l’imprenditore esprime amarezza, ma anche grande determinazione:

“Abbiamo visto le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Ci sono tre giovani che scavalcano la ringhiera, gettano benzina sulle auto e fuggono via. In tre minuti hanno dato fuoco alle vetture. I danni alla sede di Villagrazia di Carini superano il mezzo milione di euro. Comunque io non mi piego e nessuno è venuto mai a chiedermi qualcosa. Metterò agenti di vigilanza in ogni sede, ma non pago”.

L’allarme sociale e le istituzioni

C’è grande preoccupazione per l’escalation di intimidazioni portate avanti con bottiglie incendiarie e pizzini lasciati davanti agli ingressi di locali e stabilimenti balneari. Decine di messaggi di solidarietà sono arrivati a Dragotto, tra cui quello del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

Il racket non si ferma e alza il tiro, nonostante le numerose manifestazioni di protesta nelle città del litorale prese di mira dai delinquenti, dove gli operatori commerciali si dicono sfiduciati ma decisi ad andare avanti. L’obiettivo, ora, è evitare che cortei e manifestazioni restino solo passerelle istituzionali.

Cosa nostra è tornata a bussare con prepotenza alle saracinesche: in soli quattro giorni sono stati tre gli episodi estorsivi registrati a Palermo, tutti messi a segno con il fuoco. Proprio oggi il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, risponderà alla Camera a un’interrogazione sulle iniziative volte a rafforzare l’ordine pubblico e il controllo del territorio nella città di Palermo e nella sua provincia.

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