Notte di fuoco a Montelepre, case evacuate e cittadini in ostaggio delle fiamme

La montagna in fiamme, le abitazioni minacciate dal fuoco e una comunità costretta a combattere per ore contro un incendio che ha trasformato la notte tra il 15 e il 16 luglio in un incubo. A Montelepre il rogo divampato nelle contrade Calcerame, Portella Suvarelli e Pampalone ha tenuto con il fiato sospeso residenti e soccorritori: oltre 18 ore di emergenza, con le fiamme arrivate a ridosso delle case e la carenza di mezzi disponibili. A raccontare la drammatica sequenza degli eventi è il sindaco Giuseppe Terranova, che parla senza mezzi termini di una notte “affrontata con le unghie e con i denti” e punta il dito contro la mano dei piromani. L’allarme è scattato alle 13.30 di mercoledì scorso in contrada Calcerame, con un incendio partito dal ciglio della strada. Terranova denuncia infatti anche la mancata pulizia delle arterie provinciali, ricordando i numerosi solleciti rimasti senza risposte. Nel giro di poche ore le fiamme hanno raggiunto Portella Suvarelli.
La richiesta di supporto aereo è arrivata alle 15, ma la flotta regionale era già impegnata su altri fronti di emergenza in Sicilia. Nel pomeriggio è intervenuto un elicottero della Marina Militare rientrato alla base alle 20, lasciando nuovamente spazio al fuoco, che ha infatti ripreso vigore nella zona delle vasche comunali, un’area ricca di macchia mediterranea. Poi arriva la notte. Nel buio, con torce, ramazze e un solo pick-up dotato di idrante, è iniziata una vera battaglia per fermare il fronte delle fiamme. Alle 22.30 il sindaco in prima persona, insieme alle amministratrici Maria Cannavò e Giusi Ciulla, ha raggiunto la zona dell’incendio. Sembrava tutto sotto controllo, ma intorno alle 2 il vento ha cambiato improvvisamente direzione e il fuoco ha puntato verso le abitazioni. Scatta lo sgombero delle case. La risposta è arrivata dal basso, con una catena umana formata da soccorritori e cittadini che, utilizzando tubi da giardino, pompe sommerse e secchi d’acqua, hanno cercato di contenere le fiamme a pochi metri dalle abitazioni. Solo alle prime luci dell’alba, con l’intervento dei mezzi aerei, l’emergenza è stata finalmente arginata. Resta una domanda sospesa tra le ceneri: quante altre notti di paura dovranno ancora vivere i territori siciliani prima che la prevenzione diventi una priorità.
