Nascea Trapani un nuovo CUAV, il Centro per Uomini Autori di Violenza

Intervenire sulle radici della violenza con un approccio che affianca alla tutela delle vittime percorsi di trattamento rivolti agli autori, nella convinzione che prevenire nuove aggressioni significhi lavorare non solo sulle conseguenze, ma anche sulle cause del fenomeno. Questo l’obiettivo alla base del nuovo Centro per Uomini Autori di Violenza, accreditato nel Distretto socio-sanitario 50 e ospitato nei locali concessi gratuitamente dal Comune di Trapani, capofila del Distretto, all’interno della sede del Comando della Polizia municipale di via Salvatore Calvino. Il centro, il secondo sul territorio provinciale, nasce in attuazione del protocollo d’intesa approvato dalla Giunta comunale di Trapani e condiviso dal Comitato dei sindaci del Distretto socio-sanitario 50, che comprende i Comuni di Trapani, Erice, Custonaci, Valderice, Buseto Palizzolo, San Vito Lo Capo, Misiliscemi, Paceco e Favignana. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti di prevenzione della violenza di genere intervenendo sugli autori dei comportamenti violenti, attraverso percorsi specifici di responsabilizzazione e cambiamento. La gestione del servizio è affidata all’organizzazione di volontariato Co.Tu.Le Vi – Contro tutte le violenze, associazione già radicata sul territorio siciliano con oltre 120 sportelli di ascolto e due Centri antiviolenza operativi a Trapani e Santo Stefano di Camastra. Sul versante clinico il progetto potrà contare sulla collaborazione del Centro Clinico Hygieia e della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia SiPGI Sicilia, che seguiranno i percorsi psicologici destinati agli uomini autori di violenza. Secondo i promotori, intervenire sulle cause psicologiche, relazionali ed emotive che alimentano i comportamenti abusanti rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre il rischio di recidiva e aumentare la sicurezza delle vittime e dell’intera comunità. Il nuovo presidio si inserisce in una rete già esistente che coinvolge Tribunale, Prefettura, Ufficio di esecuzione penale esterna, forze dell’ordine, Asp, enti locali e terzo settore, con l’obiettivo di affrontare il fenomeno in modo integrato.