Movida selvaggia: i Comuni ora pagano i danni ai residenti esasperati

Una sentenza emessa dal tribunale civile di Palermo e una quasi in contemporanea del Tar condannano i Comuni a risarcire i residenti esasperati dalla movida selvaggia, caratterizzata spesso da schiamazzi, risse, ubriacature, spaccio e un altro gravissimo aspetto, poco attenzionato, è la musica sparata all’aperto a tutto volume. Il Comune di Palermo dovrà risarcire gli abitanti di un immobile in via Cagliari con un indennizzo di 58 mila euro. L’assenza di regole e i mancati controlli hanno causato enormi disagi agli abitanti. Ma perché non viene applicato e quindi fare rispettare l’articolo del codice penale per il reato di disturbo della quiete pubblica? La legge stabilisce fasce orarie di silenzio: dalle 22:00 alle 07:00-08:00 (notte) e durante le ore pomeridiane, spesso tra le 13:00 e le 15:00-16:00. Nei giorni festivi, il silenzio è solitamente richiesto per quasi tutta la giornata. Assenza totale delle istituzioni nel fare rispettate questo articolo.
Il Tar ha dichiarato illegittima l’ordinanza estiva del 2025 del Comune di Trapani già finito sotto accusa per inerzia amministrativa su iniziativa del comitato del centro storio che da anni denuncia l’assenza di regole sul rumore della vita notturna, Nonostante le segnalazioni i Comuni non adottano misure efficaci per rispettare le regole e tutelare i cittadini, Le sentenze di Palermo e Trapani possono incoraggiare i residenti a ricorrere all’autorità giudiziaria per fare finire il malvezzo della musica all’aperto che si verifica nelle zone ad alta concentrazione di locali. Anni fa la giunta Scala approvò un regolamento che vietava la musica: che fine abbia fatto nessuno lo sa. Di recente il Comune di Alcamo ha deciso di mettere in campo iniziative contro la movida selvaggia nel centro storico promettendo la presenza della polizia municipale, subito smentita dalla Cgil che ha messo ancora in evidenza le carenze dei caschi bianchi che non possono assicurare la loro costante presenza ad Alcamo. I cittadini possono chiedere risarcimenti economici ai Comuni per i disturbi della mala movida.