Morti al depuratore di San Vito Lo Capo, eseguite le autopsie, due cause diverse

A distanza di oltre due settimane dalla tragedia, arrivano i primi punti fermi sull’incidente costato la vita a due uomini al depuratore di San Vito Lo Capo. Le autopsie disposte dalla Procura di Trapani hanno chiarito che Davide Anselmo, operaio della Sige società che gestisce il depuratore, è morto per l’inalazione dei gas tossici presenti nella vasca dell’impianto. Francesco Bulgarella, soccorritore del 118 intervenuto per prestargli aiuto, è invece deceduto a causa di un infarto.
Due uomini morti nello stesso luogo e a pochi minuti di distanza, dunque, ma per cause differenti. Un elemento che modifica la prima ipotesi circolata nelle ore successive all’incidente, quando si pensava che entrambi potessero essere rimasti vittime delle esalazioni. La tragedia risale al 13 agosto, alla vigilia del lungo fine settimana di Ferragosto.
Anselmo, secondo la ricostruzione sulla quale stanno lavorando gli investigatori, era entrato in una vasca del depuratore di contrada del Secco per recuperare una pompa. Un’operazione che si sarebbe trasformata in una trappola. Una volta all’interno, l’operaio avrebbe respirato i gas sprigionati nella vasca, perdendo rapidamente i sensi. È scattato l’allarme e sul posto è arrivata un’ambulanza del Seus 118. Tra i soccorritori anche Francesco Bulgarella, che ha cercato di raggiungere Anselmo per portarlo in salvo. È stato proprio durante le operazioni di soccorso che Bulgarella ha accusato un malore. Per lui, però, non ci sarebbe stata un’intossicazione provocata dai gas: gli accertamenti medico-legali hanno ricondotto il decesso a un arresto cardiaco causato da un infarto.
Restano però ancora molti interrogativi sull’incidente sui quali dovrà concentrarsi l’inchiesta della Procura di Trapani. Oltre alle procedure di sicurezza e dispositivi di protezione disponibili, da chiarire anche le modalità con cui Anselmo è stato portato fuori dalla vasca: bisognerà accertare se sia riuscito a risalire autonomamente prima di perdere conoscenza oppure se sia stato recuperato da altre persone presenti nell’impianto.