Morì 40 anni fa nel Pavese, nuove indagini sul caso del castellammarese Francesco Ancona

:::justify “Fu un omicidio, non un suicidio” ?. Un altro colpo di scena della procura di Pavia, che riapre le indagini sulla morte di Francesco Ancona, di Castellammare del Golfo, avvenuta l’11 febbraio 1987, quando aveva 48 anni, a Mortara, nel Pavese. Il corpo senza vita dell’uomo venne rinvenuto a bordo di una strada provinciale e il decesso venne rubricato come suicidio. Ora, a quasi quarant’anni di distanza, arriva la svolta con la perizia autoptica affidata lo scorso luglio a Cristina Cattaneo, lo stesso medico legale incaricato della consulenza sul caso Garlasco. Secondo le conclusioni dell’anatomopatologa e antropologa forense, ordinaria di medicina legale all’Università Statale di Milano, la causa della morte del castellammarese Francesco Ancona sarebbe da ricondurre ad una aggressione ad opera di terzi. È stato infatti rilevato come Ancona sia stato colpito diverse volte da un corpo contundente alla testa, Un altro “cold case” ovvero delitti irrisolti, in provincia di Pavia che si riapre per volontà della Procura guidata da Fabio Napoleone, più che mai determinato a fare luce su una serie di episodi degli ultimi decenni, troppo in fretta affidati agli archivi.
Le indagini hanno fatto seguito alla riapertura del caso, avvenuta nel settembre di due anni fa, a seguito della trasmissione degli atti da parte dei magistrati di Trapani. Il movente di quello che sarebbe quindi un omicidio sarebbe da ricondurre a una relazione extraconiugale della moglie della vittima, Giovanna Navarra, ora residente a Castellammare del Golfo Le due figlie più grandi della coppia, che aveva anche un terzogenito, all’epoca dei fatti poco più che bambino, non hanno mai creduto all’ipotesi del gesto estremo del padre e avevano sollevato sin dai primi momenti più di un dubbio sulla ricostruzione della sua morte. Attualmente indagata la moglie di Ancona e il presunto esecutore, un settantenne originario della Calabria, ma residente a Vigevano, che la donna avrebbe assoldato per eliminare il marito.
“Siamo fiduciosi e attendiamo lo sviluppo delle indagini – è stato il commento dell’avvocato Annalisa Gasparre, che assiste Maria Ancona, una delle figlie della vittima –. In questi, che vengono indicati come ’cold case’, il passare del tempo non attenua l’esigenza di avere giustizia ma anzi ne amplifica il valore morale e civile. Questa necessità si fa ancora più impellente – spiega l’avvocata – quando emerge che il delitto si è consumato all’interno del perimetro della famiglia”. Le indagini, riaperte in estate, avevano portato alla riesumazione del corpo di Ancona. :::