Monte Bonifato, discariche abusive pronte a diventare inneschi di incendi (VIDEO)

La zona sud del Monte Bonifato, precisamente contrada San Nicola, poco oltre la contrada Tre Noci sulla strada verso Gibellina Vecchia, è ormai sotto assedio dai rifiuti. Ingombranti, plastiche, mobili verniciati e materiale potenzialmente infiammabile si accumulano lungo la strada provinciale che collega via Tommaso Papa alla statale 119, contrada Valso, trasformando il luogo in una vera e propria discarica abusiva. Un’area già devastata nel 2023 da un incendio che aveva interessato la riserva naturale, e oggi a rischio di nuovi episodi dolosi.
Da anni un gruppo di volontari, unico presidio fisso della zona, si prende cura dell’area gratuitamente. Tra turni di guardiania antincendio, monitoraggio dei comportamenti sospetti e segnalazioni agli enti preposti – dal Comune di Alcamo alla Protezione Civile, dalla Forestale ai Vigili del Fuoco fino al Ministero dell’Interno – questi cittadini rischiano la propria incolumità per proteggere ambiente e salute pubblica. Nonostante questo impegno, le loro azioni risultano insufficienti a fronte dell’accumulo dei rifiuti e dei potenziali inneschi per nuovi incendi. A nulla sembrano valere le richieste ufficiali che portano all’attenzione il pericolo ambientale e la presenza di possibili fonti di incendi dolosi, come quello che colpì la stessa area nel 2023 e in altri anni.
Le segnalazioni, già recapitata agli enti competenti, resta oggi senza riscontro concreto. Oltre al rischio incendi, l’accumulo di materiali pericolosi come plastiche e mobili verniciati aumenta l’impatto ambientale e sanitario, mettendo a repentaglio la biodiversità della riserva e la sicurezza di chi percorre la strada. Tra le domande sulla gestione del territorio e sull’efficacia dei controlli, restano i volontari lasciati sostanzialmente soli a difendere un patrimonio naturale a rischio. Se le istituzioni non intervengono rapidamente, il Monte Bonifato rischia di essere nuovamente teatro di incendi e degrado ambientale, a discapito della comunità e della tutela della riserva naturale, trasformando l’impegno dei volontari in un presidio sicuramente eroico ma in realtà impotente.
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