Mazara del Vallo, band suona “Faccetta nera” e sui social esplode la polemica

di Alessandra Tamburello ·

Mazara del Vallo, band suona “Faccetta nera” e sui social esplode la polemica

Parte “Faccetta nera” durante una serata in discoteca e nelle immagini compare anche il saluto romano. Bastano pochi secondi, quelli ripresi da un telefonino e finiti sui social, per trasformare una serata di intrattenimento all’Approdo dei Saraceni di Mazara del Vallo in un caso politico. Il video ha rapidamente iniziato a circolare, suscitando reazioni e polemiche. Il Partito Democratico di Mazara del Vallo ha chiesto che l’episodio non venga liquidato come una semplice bravata e ha sollecitato i responsabili del locale a chiarire pubblicamente quanto accaduto. Chiarimenti arrivati attraverso i social della struttura. I gestori spiegano che a intonare “Faccetta nera” è stato il gruppo musicale che stava animando la serata e sostengono che l’esecuzione sia avvenuta «in un contesto esclusivamente goliardico», senza alcuna intenzione di sostenere o celebrare il fascismo.

Una precisazione accompagnata però dal riconoscimento di un errore. «Si poteva evitare? Sì», ammettono i titolari, spiegando di avere chiesto alla band di interrompere il brano non appena si sono accorti di quanto stava accadendo. Nel tentativo di contestualizzare l’episodio, l’Approdo dei Saraceni ricorda anche che nel corso della stessa serata è stata eseguita “Bella ciao” e che negli anni il repertorio proposto nel locale ha attraversato generi ed epoche differenti, arrivando anche a comprendere canti religiosi. Un modo, nelle intenzioni dei gestori, per sottolineare che il locale non è uno spazio di propaganda politica. I titolari descrivono l’Approdo come un luogo aperto e inclusivo, una precisazione che arriva anche alla luce della particolare storia di Mazara del Vallo, città da decenni segnata dalla presenza della comunità tunisina e da una convivenza multiculturale che rappresenta uno degli elementi più caratteristici della sua identità.

Ma è sulla parola “goliardia” che si concentra una parte della reazione. Perché “Faccetta nera” non è semplicemente una canzone d’altri tempi. È un brano profondamente legato alla propaganda del regime fascista e alla guerra d’Etiopia, alla retorica coloniale e all’idea di espansione imperiale dell’Italia fascista. La goliardia può spiegare un’intenzione. Non può però riscrivere la storia di una canzone, né rendere neutro un simbolo di un periodo che è una macchia indelebile nella storia italiana.

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