Marsala. In memoria delle vittime di Ustica, una ferita ancora aperta

A quarantasei anni dalla Strage di Ustica, Marsala rinnova il ricordo delle 81 vittime del disastro aereo del 27 giugno 1980, una delle pagine più dolorose e controverse della storia della Repubblica italiana. Una tragedia che continua a interrogare il Paese, tra verità giudiziarie, depistaggi accertati e interrogativi rimasti senza risposta. La città rende omaggio ai suoi tre concittadini morti nel disastro del volo Itavia IH870: Carlo Parrinello, Francesca Parrinello e Vito Fontana.
Per commemorare l’anniversario, il presidio “Vito Pipitone” di Libera Marsala, insieme alle associazioni Finestre sul Mondo, Amici del Terzo Mondo, Archè e all’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, ha organizzato una giornata dedicata alla memoria e alla ricerca della verità. Il primo appuntamento è previsto alle 19 nell’area di Capo Boeo, alle Due Rocche, dove si svolgerà una cerimonia commemorativa alla presenza dei familiari delle vittime. In serata, alle 21.30, il Baluardo Velasco ospiterà l’installazione artistica I pensieri sospesi, accompagnata dall’esibizione della cantante Sing.Her, in un momento di raccoglimento e riflessione. Il DC-9 dell’Itavia era decollato da Bologna ed era diretto a Palermo quando precipitò nel Mar Tirreno, nei pressi di Ustica. Morirono tutte le 81 persone a bordo. Da allora si sono susseguite indagini, processi e perizie che hanno progressivamente escluso l’ipotesi del cedimento strutturale e non hanno trovato riscontri definitivi alla teoria della bomba a bordo. Sul piano penale non è mai stato individuato il responsabile dell’abbattimento, ma diverse sentenze, confermate dalla Corte di Cassazione, hanno riconosciuto che l’aereo fu coinvolto in uno scenario di guerra aerea nei cieli italiani, verosimilmente colpito durante un’operazione militare mai ufficialmente ammessa.
È stato inoltre accertato che negli anni successivi alla tragedia vi furono depistaggi, omissioni e reticenze che contribuirono ad allontanare la verità. A Marsala, come ogni anno, il ricordo diventa un richiamo alla responsabilità della memoria collettiva e al diritto dei familiari, e dell’intero Paese, di conoscere fino in fondo cosa accadde quella notte nei cieli del Tirreno.