Manoscritti e anfore trafugati a un antiquario, recuperato tesoro da 400 mila euro

di Redazione Alpa Uno ·

Manoscritti e anfore trafugati a un antiquario, recuperato tesoro da 400 mila euro

Anfore antiche, reperti di epoca egizia, una scultura in marmo e documenti che attraversano secoli di storia. È un patrimonio dal valore stimato in circa 400 mila euro quello recuperato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo nell’ambito di un’indagine sul traffico illecito di beni culturali. Al termine degli accertamenti sono stati individuati due soggetti, indagati per i reati di furto e ricettazione. L’inchiesta è nata da una denuncia presentata nel 2024 da un professionista palermitano del settore antiquariale, al quale erano state sottratte numerose opere. I militari hanno seguito le tracce dei beni attraverso attività di monitoraggio e verifiche tecniche, arrivando al recupero di una collezione eterogenea per epoca e provenienza.

Tra i pezzi sequestrati ci sono tre anfore da trasporto di età romana e greco-italica, datate tra il V e il IV secolo avanti Cristo, una testa lignea riconducibile all’antico Egitto, una statuetta funeraria ushabti e una testa in marmo di epoca arcaica, probabilmente di produzione greco-orientale. Recuperato anche un elemento dorato che potrebbe essere una casseruola in bronzo di area pompeiana. Particolarmente significativo il materiale cartaceo: gli investigatori hanno trovato antichi manoscritti collegati al Monastero di San Giovanni l’Origlione di Palermo, documenti del Regno delle Due Sicilie e un consistente carteggio appartenuto alla duchessa Beatrice Mantegna dell’Arenella. Le carte riguardano anche lo “Studio del Cavalluccio”, lavoro che in passato era stato attribuito a Leonardo da Vinci.

Per stabilire autenticità, provenienza e valore dei beni è stato necessario il contributo di archeologi, archivisti e studiosi di diverse istituzioni, dalla Soprintendenza ai Beni culturali all’Archivio di Stato, fino alle università di Palermo ed Enna Kore e a specialisti provenienti anche da Torino. L’indagine, coordinata dalla Procura di Palermo, prosegue mentre i reperti vengono sottoposti agli accertamenti necessari.

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