Malasanità, l’ASP di Trapani risarcisce 250mila euro a un imprenditore alcamese

Un ictus non trattato nei tempi utili, il mancato ricorso alle corrette procedure mediche tempestive e un percorso sanitario segnato da ritardi e passaggi ospedalieri che avrebbero aggravato il quadro clinico. È questa la vicenda alla base del risarcimento da oltre 250 mila euro disposto dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani con la determinazione dirigenziale esecutiva di oggi, che chiude -almeno sul piano amministrativo- una lunga causa per responsabilità professionale medica. Il caso riguarda un uomo alcamese di 77 anni, all’epoca in piena attività imprenditoriale, colpito da ictus nel 2016, oggi sulla sedia a rotelle e costretto ad abbandonare il lavoro a causa delle gravi limitazioni motorie. Dopo il primo accesso ad Alcamo, dove non è presente una stroke unit, il paziente venne immediatamente trasferito a Trapani. Qui, secondo quanto ricostruito negli atti giudiziari, si sarebbe dovuto intervenire tempestivamente con la trombolisi. Il farmaco non viene però somministrato e il paziente viene successivamente trasferito in elisoccorso a Palermo, aumentando ancora i tempi. Infatti al suo arrivo la finestra temporale utile per la trombolisi era già superata. A quel punto, le opzioni terapeutiche si riducono alla trombectomia, cioè la rimozione manuale del coagulo. Una concatenazione di ritardi che avrebbe determinato un peggioramento significativo delle condizioni neurologiche. Il primo giudizio risale al 2021 e si è concluso con difficoltà nella quantificazione del danno. L’iter giudiziario è stato poi rallentato per altri due anni per via del rifiuto di numerosi periti tra Trapani e Palermo, che ha reso necessario incaricare un collegio di specialisti di Messina. Il Tribunale di Trapani nel dicembre 2025 ha riconosciuto la responsabilità dell’azienda sanitaria, condannandola al risarcimento dei danni. Nonostante il paziente abbia presentato appello ritenendo insufficiente la somma riconosciuta, l’ASP ha scelto di procedere comunque alla liquidazione immediata delle somme dovute, per evitare interessi, esecuzioni forzate o possibili pignoramenti. La cifra complessiva è stata divisa: quasi 240mila euro saranno destinati al cittadino risarcito. A questi si aggiunge l’onorario riconosciuto all’avvocato di controparte Fabio Faraci. Le somme risultano già accantonate in un apposito “Fondo rischi per cause civili”, strumento predisposto proprio per far fronte a contenziosi di questo tipo. Resta aperto il profilo della responsabilità interna. L’ASP di Trapani, infatti, si riserva la possibilità di segnalare il caso alla Corte dei Conti per valutare l’eventuale sussistenza di un danno erariale, cioè la possibilità che la condotta sanitaria contestata possa tradursi in un’azione di rivalsa nei confronti dei medici ritenuti responsabili.