Mala movida e irregolarità: Polizia e ASP sospendono attività tra Alcamo e Castellammare

Un mese di febbraio sotto la lente d’ingrandimento per i locali pubblici e le attività di intrattenimento dell’intera provincia. È il bilancio di una massiccia operazione di controllo straordinario, coordinata dalla Questura di Trapani in attuazione delle direttive del Ministero dell’Interno e delle decisioni prese in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Daniela Lupo.
L’operazione, definita nei dettagli durante un tavolo tecnico voluto dal Questore Giuseppe Felice Peritore, ha visto impegnata una “task force” interforze: Polizia di Stato (Divisione PAS e Commissariati), Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizie Municipali e ispettori dell’ASP (SIAN e SIAV).
I numeri del blitz
In totale sono stati 22 i locali ispezionati, tra ristoranti, bar e sale da ballo. Il quadro emerso è costellato di irregolarità che spaziano dall’abusivismo commerciale alle gravi carenze strutturali. Sei persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per diverse violazioni penali:
- Marsala: Due soggetti segnalati, uno per l’apertura abusiva di un luogo di pubblico spettacolo e l’altro per aver organizzato eventi musicali senza alcuna licenza.
- Trapani e Castelvetrano: Denunciati i titolari di due attività per il mancato rispetto delle prescrizioni di sicurezza imposte dalle licenze.
- Alcamo: Segnalato un soggetto per l’apertura abusiva di una sala giochi.
- Petrosino: Una denuncia per violazione degli obblighi antincendio e delle norme sulla sicurezza dei lavoratori.
Chiusure e sanzioni igieniche
Il fronte più critico ha riguardato la salute pubblica e la prevenzione incendi. Ad Alcamo, l’intervento dell’ASP ha portato alla sospensione immediata di un’attività per gravissime carenze igienico-sanitarie. Provvedimento analogo a Castellammare del Golfo, dove il Sindaco ha ordinato lo stop a un esercizio commerciale, concedendo 30 giorni per il ripristino dei requisiti minimi previsti dalla legge.
Oltre alle denunce penali, sono state elevate numerose sanzioni amministrative. I Vigili del Fuoco hanno riscontrato diverse falle nei sistemi antincendio, mentre l’ASP ha notificato formali diffide ai titolari per rimettere a norma le cucine e i locali di somministrazione in tempi brevi.
Dalla Questura il messaggio è chiaro: i controlli non si fermano qui. L’obiettivo delle autorità è contrastare l’esercizio abusivo delle professioni e, soprattutto, garantire che i luoghi di aggregazione rispettino rigorosamente i parametri di capienza e le norme antincendio. Il monitoraggio resterà serrato anche nei prossimi mesi per tutelare la sicurezza dei cittadini e la salute pubblica.