Lavoro nero e sicurezza, raffica di controlli: 15 denunce e 5 sospensioni

di Redazione Alpa Uno ·

Alcamo-Campo vendemmia, spunta il ticket per gli immigrati

Quindici datori di lavoro denunciati, cinque attività imprenditoriali sospese e decine di irregolarità accertate. È il bilancio dei controlli straordinari eseguiti dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Palermo, insieme ai militari delle stazioni territoriali, nell’ambito di una campagna nazionale contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori nel settore agricolo. Le verifiche hanno interessato 18 aziende agricole tra Palermo e provincia e il risultato è stato netto: tutte sono risultate irregolari sotto il profilo della sicurezza nei luoghi di lavoro. I militari hanno identificato complessivamente 43 lavoratori, accertando la presenza di 12 posizioni irregolari e di 7 persone impiegate completamente in nero, senza alcun contratto di assunzione. Di fronte alle violazioni riscontrate sono scattate 15 denunce nei confronti dei titolari delle aziende controllate e la sospensione di cinque attività, sia per l’impiego di manodopera non regolarizzata sia per gravi carenze in materia di sicurezza. Le sanzioni amministrative elevate ammontano a circa 74 mila euro, mentre quelle di natura penale e contravvenzionale superano i 59 mila euro. Tra le infrazioni più frequenti figurano l’omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la mancata formazione sulla sicurezza e l’assenza del Documento di valutazione dei rischi, strumenti considerati fondamentali per prevenire incidenti e tutelare la salute di chi opera nei campi. L’operazione ha avuto anche una finalità investigativa. I carabinieri delle stazioni territoriali hanno partecipato a specifiche sessioni formative organizzate dal NIL per imparare a riconoscere gli indicatori tipici del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, meglio conosciuto come caporalato. Durante i controlli sono emersi alcuni elementi ritenuti sospetti in almeno due aziende agricole e per questi casi gli approfondimenti sono ancora in corso. L’attività delle forze dell’ordine si inserisce in un contesto particolarmente delicato per la Sicilia, che continua a figurare tra le regioni italiane più colpite dal lavoro sommerso. Secondo un’analisi della Cgia di Mestre basata sui dati Istat 2023, nell’Isola un lavoratore su sette impiegato senza regolare contratto. Un dato che colloca la Sicilia al terzo posto in Italia dopo Calabria e Campania.

Tag: caporalato carabinieri controlli denunce lavoro nero nil