La sfida alla Provincia: “La Funtanazza non si tocca, ora confronto vero”

Non si placa lo scontro sulla Funtanazza, l’immobile all’ingresso della Riserva di Monte Bonifato diventato simbolo della battaglia tra istituzioni e cittadinanza attiva. Il comitato Muschio Ribelle, insieme ad associazioni, collettivi e realtà civiche impegnate nella tutela ambientale, ha lanciato oggi un appello pubblico al presidente del Libero Consorzio di Trapani Salvatore Quinci chiedendo ascolto immediato e un tavolo concreto sul futuro del sito. Nel mirino, il silenzio istituzionale denunciato dagli attivisti: nessuna risposta, sostengono, alla lettera firmata da oltre venti associazioni, né alla diffida e alle richieste di sospensione della procedura di affidamento dell’area. Una vicenda che da settimane divide il territorio e che ruota attorno al progetto contestato di trasformare la struttura in attività commerciale, ipotesi che il fronte civico considera incompatibile con la vocazione naturalistica del luogo. Il comitato alza il livello dello scontro richiamando l’emergenza climatica e il rischio incendi. Secondo i promotori, l’estate 2026 potrebbe essere tra le più dure degli ultimi anni, con caldo estremo e condizioni favorevoli ai roghi. Per questo chiedono prevenzione, pulizia dei rifiuti abbandonati, rifugi climatici per i soggetti fragili e una strategia seria per la Riserva, ricordando che il Monte Bonifato avrebbe perso negli anni tra il 50 e il 60 per cento della copertura vegetale proprio a causa degli incendi. Dalla protesta, però, i cittadini provano a passare alla proposta. Muschio Ribelle rilancia infatti l’idea di trasformare la Funtanazza in un Centro Popolare di Protezione ed Educazione Ambientale, con volontari formati per guardiania, prevenzione e supporto al territorio. Una visione opposta a quella del bar-ristorante: bene comune contro rendita, presidio civico contro concessione. Per alzare la pressione politica è stato convocato un presidio per mercoledì prossimo 6 maggio alle 11.30 in Piazza Vittorio Veneto a Trapani, dove saranno consegnate al presidente Quinci le firme della petizione “La Funtanazza non si tocca”, che secondo i promotori ha già raccolto quasi mille adesioni in poche settimane. Il Libero Consorzio, nelle scorse settimane, aveva infatti promesso apertura e confronto. Adesso sembra sia arrivato il momento della prova dei fatti.