La seconda vita di Kate Christie, dall'Australia al Palazzo Cordone d’Oro ad Alcamo

di Alessandra Tamburello ·

La seconda vita di Kate Christie, dall'Australia al Palazzo Cordone d’Oro ad Alcamo

Dall’altra parte del mondo ad Alcamo, per ricominciare. Non una villa sul mare, non una casa pronta da abitare, ma un palazzo storico segnato dal tempo, con soffitti fatiscenti, intonaci scrostati, vecchi pavimenti in maiolica, piccioni e una quantità impressionante di scale. È qui che Kate Christie, australiana di Melbourne, ha deciso di investire nella sua nuova vita. Il Palazzo Cordone d’Oro, questo il nome scelto per lo storico edificio, è diventato il cuore di un progetto di recupero che la stessa Christie racconta giorno dopo giorno sui social, trasformando il cantiere in un vero e proprio diario pubblico.

Ex avvocata aziendale, poi alta dirigente, oggi è autrice di cinque bestseller, speaker e consulente internazionale. Una carriera costruita a ritmi serrati, fino a una svolta personale che l’ha portata a ripensare completamente il modo di vivere. Dopo la morte dell’ex marito e gli anni dedicati alla crescita dei suoi tre figli adolescenti, a 55 anni Kate sceglie di non aspettare più il momento giusto. E la Sicilia, in questa nuova fase della sua vita, diventa molto più di una destinazione. Christie sceglie Alcamo e soprattutto sceglie il Palazzo Cordone d’Oro, edificio storico che necessita di una ristrutturazione complessa, nella quale la scelta è quella di conservare il più possibile l’identità originale dell’edificio: dai balconi in ferro battuto ai pavimenti storici, fino all’utilizzo di pigmenti naturali a base di calce. Nei suoi video mostra la realtà del cantiere senza nascondere difficoltà, imprevisti e differenze culturali. Lei stessa si mette al lavoro e affronta con ironia la burocrazia, gli orari italiani, la pausa pomeridiana e quei ritmi molto diversi dalla velocità della vita corporate australiana alla quale era abituata.

La rinascita dell’edificio avrebbe avuto anche un effetto sul quartiere: secondo quanto raccontato dalla stessa Christie, vedere tornare a nuova vita la grande facciata avrebbe incoraggiato anche alcuni residenti della zona a intervenire sui propri prospetti e sui balconi. La storia di Kate Christie si inserisce così in un fenomeno sempre più visibile: quello degli stranieri, soprattutto provenienti da Australia, Stati Uniti e Regno Unito, che scelgono la Sicilia per trascorrere lunghi periodi dell’anno o addirittura per costruire qui una seconda vita. Persone che, raggiunta una determinata fase della vita, scelgono di spostarsi dove sentono di poter vivere meglio.

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