La Questura di Palermo consegna alle diocesi l’Olio del Giardino della Memoria

Un gesto carico di significato che affonda le radici nella tragedia e guarda al futuro: la Questura di Palermo rinnova il proprio impegno nella diffusione dei valori di legalità e memoria con la consegna dell’“Olio di Capaci” alle diocesi della provincia. Un’iniziativa che, negli anni, si è trasformata in simbolo tangibile di un’eredità morale che non può essere dispersa. Nei giorni scorsi, l’olio è stato affidato a figure centrali della comunità ecclesiastica: Corrado Lorefice, Gualtiero Isacchi, Giuseppe Marciante e Raffaele De Angelis. A ciascuno è stata consegnata un’ampolla contenente l’olio ricavato dagli ulivi del Giardino della Memoria, luogo simbolo del sacrificio delle vittime della violenza mafiosa. Proprio lì, dove il 23 maggio 1992 si consumò la strage di Capaci, la terra continua a restituire un segno di vita. Quegli ulivi, coltivati nel ricordo, producono oggi un olio che diventa strumento di testimonianza e impegno, capace di attraversare le comunità e parlare alle coscienze. Il progetto è promosso dalla Polizia di Stato insieme all’associazione Quarto Savona 15, presieduta da Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone. Un legame diretto con quella memoria che non è solo commemorazione, ma responsabilità quotidiana. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che punta a distribuire ampolle analoghe in tutte le diocesi italiane. L’olio, infatti, è stato consacrato ieri durante la Messa Crismale del Giovedì Santo e sarà utilizzato nel corso dell’anno liturgico, entrando così nella vita spirituale delle comunità come segno concreto di memoria condivisa. Un simbolo che si fa rito, dunque, e che rinnova ogni anno un patto silenzioso ma potente: quello tra istituzioni, Chiesa e cittadini.