La ferrovia Trapani-Palermo via Milo: tredici anni di ritardi nel silenzio della politica

di Redazione Alpa Uno ·

Conferenza Servizi ok, appalto in ottobre? Tratta "via Milo" chiusa dal 2013

Doveva essere la linea del rilancio infrastrutturale della Sicilia occidentale. È diventata invece il monumento più eloquente all’inefficienza amministrativa dell’isola. La tratta ferroviaria Trapani-Palermo via Milo, chiusa dal febbraio 2013 dopo alcuni smottamenti, resta ancora oggi un’incompiuta senza data certa di riapertura. E l’ultima audizione all’Assemblea Regionale Siciliana ha certificato un dato politico pesantissimo: nessuno, al momento, sembra in grado di dire quando i treni torneranno a correre. Il caso è esploso durante la seduta della IV Commissione dell’ARS dedicata allo stato dei lavori sulla linea. Ma più delle parole, ha fatto rumore un’assenza: quella di Rete Ferroviaria Italiana. La mancata partecipazione dei tecnici RFI ha lasciato sul tavolo solo domande senza risposta, mentre l’assessore regionale alla Mobilità Alessandro Aricò ha tentato di ricostruire un quadro sempre più confuso tra varianti, sottoservizi sconosciuti e imprevisti emersi durante gli scavi. Durissima la presa di posizione della deputata regionale Cristina Ciminnisi del Movimento 5 Stelle, che ha parlato apertamente di “disastro gestionale”. Sul banco degli imputati finiscono soprattutto le nuove criticità emerse nei cantieri: condotte idriche non censite, tubazioni “fantasma” e una struttura considerata di valore storico dalla Soprintendenza di Trapani che avrebbe rallentato ulteriormente gli interventi. Eppure la via Milo sarebbe il collegamento più veloce tra Palermo e Trapani. Con la sua chiusura, i collegamenti ferroviari sono stati deviati sulla tratta via Castelvetrano, trasformando un viaggio di poco più di un’ora e mezza in un’odissea che può superare le quattro ore. Per tredici anni pendolari, studenti e lavoratori hanno pagato il prezzo di un isolamento ferroviario diventato ormai strutturale. I soldi ci sono: circa 150 milioni di euro di fondi del PNRR, le promesse non mancano. Ma la sensazione, osservando l’andamento dei cantieri, è che il tempo si sia fermato.

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