L’Isola isolata, il blocco dei tir mette in ginocchio il Trapanese

di Alessandra Tamburello ·

L’Isola isolata,  il blocco dei tir mette in ginocchio il Trapanese

I piazzali delle aziende e le aree di sosta della provincia di Trapani appaiono insolitamente silenziosi, mentre nei supermercati di Trapani, Marsala, Alcamo e Mazara del Vallo iniziano a registrarsi i primi vuoti sugli scaffali dei prodotti freschi. È il pesante bilancio del blocco dei trasporti su gomma che sta paralizzando la Sicilia, innescato dalla protesta del Comitato autotrasportatori siciliani contro il costo del gasolio ormai stabilmente oltre la soglia critica dei due euro e sedici centesimi al litro.

Un'agitazione che si inserisce in un quadro di insularità aggravata, reso insostenibile dal sistema europeo delle quote ETS applicato al trasporto marittimo, che ha fatto impennare le tariffe dei traghetti merci determinando un vero e proprio doppio salasso per l'economia dell'Isola. A pesare sulla mobilitazione dei trasportatori vi sono anche i ritardi accumulati dal governo nella liquidazione degli incentivi del Sea Modal Shift e i ristori regionali ancora bloccati al vaglio dell'Unione Europea, fattori che spingono le categorie a invocare risposte immediate.

Le conseguenze più drammatiche si ripercuotono sull'intera filiera agroalimentare e ittica del territorio trapanese, con il pescato d'eccellenza di Mazara del Vallo e l'ortofrutta della Valle del Belìce che restano bloccati nei magazzini o sulle banchine, impossibilitati a raggiungere i mercati del Nord Italia e i canali di esportazione estera. Le associazioni di categoria stimano complessivamente danni milionari per l'economia regionale, aggravati dalla congestione dei flussi nel porto mercantile di Trapani e dai rallentamenti a catena che investono anche la mobilità pubblica e la gestione dei rifiuti urbani. Mentre cresce la preoccupazione tra i cittadini con corse agli acquisti di beni a lunga conservazione e code ai distributori di carburante, l'attenzione resta ora focalizzata sui tavoli di trattativa aperti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Roma.

Senza impegni formali e senza lo sblocco immediato delle risorse economiche, i vettori minacciano di proseguire l'astensione dal lavoro ad oltranza, lasciando la Sicilia in ostaggio di una crisi logistica ed economica senza precedenti.