L'ATI Trapani chiede oltre 95 milioni di euro alla regione per evitare il collasso della rete idrica

Una lettera formale, inviata con il carattere d'urgenza per sollecitare interventi su una delle ferite più profonde della Sicilia occidentale: la tenuta delle reti idriche, la misurazione dei consumi e il sistema di depurazione. L'Assemblea Territoriale Idrica di Trapani, guidata dal presidente Francesco Gruppuso, ha notificato una dettagliata nota indirizzata al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, agli assessori regionali competenti, ai vertici dell'Assemblea Regionale Siciliana e all'intera deputazione del territorio trapanese per chiedere lo sblocco di oltre 95 milioni di euro di finanziamenti straordinari.
Obiettivo: inserire le risorse necessarie all'interno della imminente Legge di Stabilità Regionale o, in alternativa, di attivare canali finanziari straordinari attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione o specifici Accordi di Programma Quadro. La priorità assoluta è l'ammodernamento tecnologico della rete di distribuzione idrica e al superamento delle disfunzioni nate dopo la liquidazione dell'EAS. Nel dettaglio oltre 21 milioni destinati a 14 comuni trapanesi ex EAS per consentire l'installazione di contatori di nuova generazione. Altri 29 milioni sono invece riservati agli altri comuni aderenti all'ATI Trapani per adeguare i sistemi di misurazione secondo le direttive ARERA.
Ancora più complessa e paradossale è la sezione che riguarda la depurazione e la gestione fognaria. L'ATI ha censito quattro opere prioritarie non differibili per un importo complessivo di oltre 44 milioni euro, che comprendono le reti fognarie e di depurazione di Alcamo Marina, Favignana, Calatafimi Segesta e gli interventi di difesa idraulica e smaltimento acque a Trapani. Tutti e quattro i progetti sono stati esclusi dalla graduatoria a causa di un cavillo burocratico: non ricadevano infatti all'interno di procedure d'infrazione comunitaria già formalmente aperte dall'Unione Europea. Una stortura procedurale evidenziata dalla stessa commissione di valutazione, che pur riconoscendo la bontà e l'urgenza tecnica delle opere, ha dovuto escluderle. La palla passa ora alla politica regionale. Intanto l'ATI ha chiesto un tavolo di confronto urgente alla Presidenza della Regione e un impegno trasversale ai deputati trapanesi all'ARS.