Inchiesta EPPO: dalle scuole dello Zen agli atenei, il sistema delle tangenti hi-tech per il PNRR

di Redazione Alpa Uno ·

Inchiesta EPPO: dalle scuole dello Zen agli atenei, il sistema delle tangenti hi-tech per il PNRR

L’indagine della Procura Europea (EPPO), coordinata dai magistrati Gery Ferrara e Amelia Luise, segna un nuovo e significativo capitolo nell’inchiesta che, nel 2023, portò all’arresto della dirigente scolastica dell’istituto “Falcone” dello Zen di Palermo. Al centro del fascicolo si trova un presunto sistema corruttivo volto a pilotare l’assegnazione di forniture tecnologiche in diverse scuole e università tra la Sicilia e la Campania.

Secondo l’ipotesi accusatoria, un gruppo di 16 persone — tra docenti universitari, ricercatori, insegnanti e referenti di aziende informatiche — avrebbe gestito illecitamente i fondi europei e le risorse del PNRR destinati alla digitalizzazione. Il meccanismo ipotizzato dagli inquirenti prevedeva che i pubblici ufficiali favorissero specifiche società nell’acquisto di beni e servizi in cambio di benefit di lusso: smartphone di ultima generazione, smart TV, personal computer e buoni spesa, spesso destinati all’uso privato o regalati a parenti e amici.

L’inchiesta ha subìto un’accelerazione grazie alle rivelazioni di una dipendente della società R-Store spa, già coinvolta nel precedente filone d’indagine palermitano. Le sue dichiarazioni hanno permesso di documentare come il modello illecito (inizialmente emerso per la gestione di pasti e tablet in una scuola di periferia) fosse in realtà replicato in vari atenei e istituti napoletani. Gli inquirenti descrivono un contesto in cui la ricerca del profitto avrebbe spinto i privati a offrire “tangenti tecnologiche” ai docenti pur di accaparrarsi i cospicui finanziamenti pubblici.

Attualmente, la posizione dei 16 indagati è al vaglio del giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere sulla richiesta di arresti domiciliari presentata dalla Procura al termine degli interrogatori preventivi.