Inceneritori a Palermo e Catania: il “no” netto di Federconsumatori Sicilia

Federconsumatori Sicilia torna all’attacco per esprimere la propria totale contrarietà al progetto di costruzione di due inceneritori (definiti ufficialmente “termovalorizzatori”) da realizzare a Bellolampo (Palermo) e Passo Martino (Catania).
Attraverso formali osservazioni presentate agli Assessorati regionali competenti, l’associazione dei consumatori ha sintetizzato i quattro nodi critici per i quali le opere andrebbero immediatamente bloccate: rischi ambientali e sanitari, costi pubblici, mancanza di trasparenza e contrasto con le direttive europee.
1. Salute pubblica e rischi ambientali
La realizzazione dei due impianti esporrebbe oltre 1,3 milioni di residenti a emissioni nocive e potenzialmente cancerogene. Federconsumatori segnala inoltre la totale assenza di una preventiva e adeguata valutazione dell’impatto sui terreni circostanti, in particolare per quanto riguarda il rischio di accumulo e ricaduta di diossine e metalli pesanti.
2. Dati poco trasparenti e tecnologie datate
Gli impianti proposti si baserebbero su soluzioni tecnologiche obsolete, risalenti allo scorso secolo, ma verrebbero realizzati e gestiti attraverso l’impiego di ingenti risorse pubbliche. Viene inoltre contestata la scarsa trasparenza dell’iter procedurale: la pubblicazione di oltre 300 documenti sul portale della Regione Siciliana finisce nei fatti per ostacolare una chiara consultazione e una reale partecipazione da parte dei cittadini.
3. La contraddizione: rifiuti urbani o speciali?
Esiste una netta discrepanza tra la narrazione pubblica e la realtà dei documenti tecnici:
- In teoria: Gli impianti vengono presentati come la soluzione per lo smaltimento dei rifiuti urbani.
- Nei fatti: Le carte svelano l’intenzione di bruciare centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, compresi i fanghi di depurazione.
4. Violazione delle direttive UE e impatto ecologico
L’Italia si trova già sotto procedura di infrazione europea per la gestione dei rifiuti. Questo progetto rischia di allontanare ulteriormente la Sicilia dagli obiettivi comunitari di riciclo e riutilizzo:
- Alterazione della gerarchia dei rifiuti: L’incenerimento penalizza il recupero di materia.
- Danno all’agricoltura: Bruciare sostanze organiche come il digestato e i fanghi di depurazione – considerati dall’UE risorse preziose contro la desertificazione dei suoli – costituisce un controsenso sia giuridico che ecologico. “Alla luce di queste gravi criticità,” conclude Federconsumatori Sicilia, “rivolgiamo un forte e chiaro appello alla politica regionale: è il momento di fare un passo indietro e accantonare definitivamente il progetto degli inceneritori.”