Incendio Sarco a Marsala, migliorano i dati sull’aria ma restano i divieti

Dopo giorni di allarme per il vasto incendio che ha interessato l’azienda Sarco di Marsala, arrivano segnali incoraggianti sul fronte della qualità dell’aria anche se la prudenza resta d’obbligo. L’Arpa Sicilia ha infatti comunicato che i valori rilevati risultano attualmente al di sotto delle soglie di riferimento indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un dato che ha portato l’amministrazione comunale a rivedere le misure precauzionali adottate nelle scorse settimane. Con la nuova ordinanza la sindaca Andreana Patti ha revocato le precedenti ordinanze emergenziali , aggiornando le prescrizioni sulla base delle indicazioni fornite dall’Asp Trapani. La situazione, dunque, appare in miglioramento, ma non ancora del tutto risolta. Nell’area individuata come maggiormente esposta alle possibili ricadute dell’incendio resta in vigore fino al 29 giugno una misura precauzionale che riguarda il consumo di prodotti agricoli. Frutta, ortaggi e coltivazioni destinate all’alimentazione dovranno essere accuratamente lavati con acqua corrente prima del consumo, con particolare attenzione ai prodotti a foglia larga raccolti nella zona interessata. Più restrittive, invece, le disposizioni che riguardano il comparto zootecnico. In attesa dei risultati delle analisi sui campioni di terreno prelevati dall’Arpa Sicilia restano in vigore le misure cautelative introdotte già dal 15 giugno. Tra queste, il divieto di utilizzare per l’alimentazione umana il latte proveniente dagli allevamenti presenti nell’area di protezione e i prodotti derivati, il blocco dello spostamento di bovini, ovini, caprini, suini, equini e avicoli destinati alla produzione alimentare e il divieto di pascolo. Stop anche alla vendita e all’utilizzo di foraggi potenzialmente contaminati, alla raccolta e al consumo di lumache e all’impiego di carni provenienti da allevamenti rurali familiari realizzate dopo il 15 giugno. Gli animali da cortile dovranno inoltre essere custoditi in strutture chiuse e alimentati con prodotti provenienti da aree esterne alla zona di protezione. L’emergenza sembra dunque avviarsi verso una fase meno critica, ma saranno i risultati delle prossime analisi a stabilire se e quando il territorio potrà lasciarsi definitivamente alle spalle le conseguenze di questo evento.