Il porticciolo si Selinunte è ormai impraticabile, Cristina Ciminnisi chiede accesso agli atti

di Redazione Alpa Uno ·

Il porticciolo si Selinunte è ormai impraticabile, Cristina Ciminnisi chiede accesso agli atti

A Marinella di Selinunte la crisi del porticciolo torna a esplodere tra indagini, accuse e promesse: mentre i pescatori minacciano blocchi e serrate entro pochi giorni, soffocati da sabbia e posidonia che impediscono l’uscita in mare, la Regione prova a correre ai ripari annunciando lavori “ai primi di aprile”. Un’emergenza che però di emergenziale ha ben poco, visto che si ripete identica da decenni. Sul fronte politico, la deputata del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi ha presentato una richiesta di accesso agli atti per fare luce sugli affidamenti degli ultimi cinque anni legati alla rimozione della posidonia. L’obiettivo è verificare eventuali collegamenti con soggetti finiti in recenti inchieste, tra cui Giancarlo Teresi e Carmelo Vetro. Intanto dagli uffici regionali assicurano che gli interventi partiranno a breve: già appaltati per 526 mila euro alla Cogis srl di Catania, riguarderanno il trasferimento in discarica della posidonia. Un’operazione che, con una semplice variante, potrebbe estendersi anche al ripristino dell’imboccatura e dei fondali. Nominato anche il nuovo Rup, il geometra Francesco Calabria. La Regione precisa che il progetto attuale non ha legami con quello finito sotto la lente della magistratura. Ma il nodo resta strutturale. Il porticciolo di Selinunte è nato negli anni ’70 come frangiflutti, è cresciuto senza studi sulle correnti e con un’apertura esposta allo scirocco, diventando un imbuto naturale per sabbia e posidonia. Una condizione che ne limita perfino la gestione ordinaria: impossibile installare infrastrutture essenziali, lasciando parte del molo insicura e al buio. Nel frattempo il sindaco di Castelvetrano, Giovanni Lentini, valuta un piano d’emergenza da 10-15 mila euro per dragare almeno il canale e salvare la stagione della pesca. Il paradosso è tutto qui: gli interventi fatti in ‘somma urgenza’ quando la posidonia segue cicli prevedibili, con un ulteriore effetto collaterale: la rimozione a ridosso dell’estate sprigiona odori insopportabili, non proprio un bel biglietto da visita per la costa selinuntina.

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