Il nuovo Piano urbanistico di Castellammare entra nel vivo, consegnata la bozza del PUG

Il futuro urbanistico della città compie un passo decisivo: la bozza preliminare del Piano Urbanistico Generale è stata consegnata alla presidenza del Consiglio e approderà entro 60 giorni in aula per le valutazioni. Ad annunciarlo è stato il presidente Giuseppe Ancona, segnando il superamento del vecchio Piano Regolatore Generale e l’avvio di una nuova stagione pianificatoria. Il progetto porta la firma dell’ingegnere Giuseppe Trombino, incaricato nel maggio 2024 di fornire supporto tecnico specialistico. Un incarico da circa 50 mila euro – con un primo acconto già liquidato – che si concluderà solo con l’approvazione definitiva del PUG. Ma è solo una parte dell’investimento: la Giunta, già nel settembre 2021, aveva previsto una spesa complessiva di quasi 220 mila euro, a conferma della portata dell’operazione. L’iter, infatti, parte da lontano: atto di indirizzo nel 2021, costituzione del nucleo di progettazione due anni dopo, e solo nel 2024 l’affidamento del supporto esterno. Ora si entra nella fase politica, quella più delicata.
A rendere urgente il cambio di passo è anche un dato chiave: l’ultimo PRG risale al 9 giugno 2004. Un piano che ha governato il territorio per oltre vent’anni e che oggi appare inevitabilmente superato. Non solo: dopo due decenni molti dei vincoli preordinati all’esproprio sono decaduti per legge, creando un vero “vuoto” urbanistico e incertezza per cittadini e tecnici. Un vuoto che il nuovo PUG dovrà colmare, restituendo regole chiare a chi vuole costruire o ristrutturare. Alla redazione del piano ha lavorato una squadra articolata di professionisti: tra gli altri lo studio “Gianvito Graziano e Monica Masi” per gli aspetti geologici, il professor Vincenzo Provenzano per lo studio socio-economico, e l’agronomo Camillo Navarra per quello agricolo-forestale. A questi si aggiungono gli oneri per le procedure ambientali, dalla VAS alla VINCA, indispensabili per la sostenibilità del piano. Ne emerge un lavoro lungo e stratificato, avviato tra il 2022 e il 2023 e culminato nella bozza consegnata nei giorni scorsi. Il nuovo PUG, in linea con la normativa regionale, segna un cambio di paradigma: meno espansione edilizia e più rigenerazione urbana, tutela del paesaggio e contenimento del consumo di suolo. Dopo l’eventuale adozione in Consiglio comunale si aprirà la fase delle osservazioni pubbliche. Sarà lì che si misureranno partecipazione e trasparenza, ma soprattutto la capacità di trasformare un piano tecnico in una visione condivisa per il futuro della città.