Il borgo di Poggioreale torna a vivere e sfida lo spopolamento dialogando col passato

C’è un pezzo di Sicilia che per quasi sessant’anni è rimasto sospeso nel tempo, cristallizzato nella notte del terremoto del Belice del 1968. Dal 10 giugno quel silenzio di rompe e si riaprirà ufficialmente ai visitatori la “Poggioreale storica”, il borgo abbandonato dopo il sisma e rimasto per decenni chiuso per motivi di sicurezza. Una riapertura simbolica e concreta insieme, che punta a trasformare quello che era stato etichettato come “paese fantasma” in un laboratorio di rigenerazione culturale e sociale. Grazie agli interventi di messa in sicurezza di Corso Umberto, sarà nuovamente possibile attraversare il cuore della vecchia cittadina, dove molte abitazioni, palazzi nobiliari e vicoli hanno conservato la loro struttura originaria nonostante il devastante terremoto che colpì la Valle del Belìce tra il 14 e il 15 gennaio del 1968.
Il progetto di recupero è stato finanziato con un milione e seicentomila euro del PNRR, ma l’obiettivo dichiarato va oltre la semplice conservazione. Il Comune parla apertamente di “rigenerazione urbana”: non musealizzare il borgo, ma riportarlo dentro la vita della comunità. Nella stessa giornata sarà inaugurato anche il museo multimediale di Casa Agosta, antico palazzo nobiliare restaurato e trasformato in centro culturale e spazio espositivo. Qui troveranno posto mostre, proiezioni, incontri e attività formative pensate per creare un ponte tra la Poggioreale abbandonata e la nuova cittadina costruita dopo il terremoto. Ed è proprio sul dialogo tra passato e futuro che si giocherà la sfida più difficile: contrastare lo spopolamento che continua a svuotare i piccoli borghi siciliani. Per questo dal 10 al 14 giugno la riapertura sarà accompagnata dal festival “iART”, diretto da Lucenzo Tambuzzo, con una sezione musicale affidata a Roy Paci. In programma installazioni, spettacoli, performance artistiche e concerti tra la Poggioreale storica e quella nuova. Attesissimo il concerto di Roy Paci e degli Aretuska previsto il 12 giugno nella piazza della nuova città. Il sindaco Carmelo Palermo parla di “giornata storica” per la comunità e insiste su un concetto preciso: “Non vuole essere un’operazione nostalgica ma vogliamo che emerga la volontà di creare nuove opportunità economiche e culturali attraverso la valorizzazione del patrimonio storico.”